ANNO 10 n° 56
''Senza stadio a norma serie C a rischio''
Piero Camilli attacca il Comune e medita di non iscrivere la squadra
''Se ne parla da mesi ma al Rocchi non è ancora stato fatto nulla''
25/05/2016 - 02:01

di Eleonora Celestini

''In queste condizioni, a Viterbo la serie C è a rischio. Così è inutile fare anche la squadra, non la iscrivo proprio''. Le parole di Piero Camilli arrivano come un fulmine a ciel sereno a riportare sulla terra i tifosi gialloblu ancora in estasi per la recente vittoria del campionato di serie D. Ma in realtà, ad analizzarle bene, non sono neanche tanto estemporanee, se si considera che da mesi si parla di lavori di adeguamento dello stadio 'Enrico Rocchi' in vista del ritorno in Lega Pro della Viterbese ma che ancora di fatti concreti non se ne sono visti.

Piero Camilli, patron della Viterbese, scende quindi di nuovo sul piede di guerra contro il Comune di Viterbo. Accusato di starsene con le mani in mano e di prendersela troppo comoda quando invece bisognerebbe agire con tempestività. Il motivo del malumore del Comandante è sempre lo stesso: l'impianto della Palazzina. Che non è a norma per la Lega Pro e va adeguato, prima dell'iscrizione al campionato. ''Ma ancora il Comune non ha fatto niente - attacca ancora il presidentissimo gialloblu -. Niente, niente, niente, lo ripeto all'infinito. In una simile situazione è impossibile che l'iscrizione della Viterbese venga accettata, senza stadio la serie C a questo punto è a forte rischio''. E le responsabilità andrebbero tutte ricercate a Palazzo dei Priori.

Il termine per presentare tutta la documentazione per l'iscrizione, infatti, scade il prossimo 20 giugno. ''Io con fideiussioni e pagamenti richiesti dalla Lega sono pronto, non ci sono problemi - incalza il patron gialloblu - ma il Comune non ha ancora fatto niente per il 'Rocchi'. E il tempo stringe. Sono stato nella sede della Lega il 5 maggio, il 6 ho consegnato a chi di dovere l'elenco delle modifiche da fare alla Palazzina. Nelle scorse settimane sono venuti i tecnici comunali per il sopralluogo, ma è inutile che vengano a fare passerella, che il sindaco mandi questo è quello se poi i fatti non ci sono. Niente di niente. Solo parole e basta''. Non solo: anche quello che c'è rischia di andare in malora. ''La pressione dell'acqua è troppo bassa, annaffiare diventa difficile - aggiunge Camilli -. A Pratogiardino c'è un pozzo, vista la breve distanza potrebbero darci la possibilità di usare quello per evitare che il campo a breve si rovini di nuovo''. Far seccare il manto verde della Palazzina, dopo i soldi spesi per ripristinarlo poco più di un anno fa, sarebbe un vero peccato.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, oltre alla ormai purtroppo proverbiale lentezza con cui procedono le cose a Palazzo dei Priori, e che ha mandato su tutte le furie il Comandante è stata la proposta, reiterata, del Comune di far anticipare alla Viterbese le spese per i lavori di adeguamento allo stadio, necessari per giocare in serie C. Di nuovo. Proprio ora che il club gialloblu, non senza penare, ha da poco ricevuto il rimborso dei soldi anticipati due anni fa per il ''Rocchi'', ecco il ripresentarsi della stessa richiesta da parte del Comune. Proposta inaccettabile a via della Palazzina, rispedita al mittente. E senza tanti complimenti.

Il problema però resta ed è reale. Dopo la fatica fatta per ottenere il ritorno in Lega Pro, senza la disponibilità di un ''Rocchi'' attrezzato per la C, ogni sforzo rischia di essere stato vano. E per Camilli se le cose dovessero mettersi male la colpa sarà principalmente del sindaco Leonardo Michelini. ''Promette, prende impegni - dichiara -, ma i fatti? Qui è una questione di volontà e di competenza''. In effetti proprio un anno fa, in un faccia a faccia storico tra il primo cittadino e i tifosi alla Palazzina, il sindaco si impegnò a stanziare circa 250mila euro per la messa a norma del ''Rocchi''. La cifra per gli aggiustamenti di oggi è decisamente inferiore, ma quell'impegno preso davanti ai supporters resta vivo. E ora andrebbe tradotto in un intervento concreto, con una calendarizzazione dei lavori che per forza di cose hanno come scadenza il 20 giugno prossimo.

Il Comandante, del resto, aveva lanciato già un avvertimento ancor prima di vincerlo, il campionato di serie D. ''Io sono pronto - disse diverse settimane fa - e voi?''. Ovviamente si riferiva alla città e, soprattutto, a chi la amministra. Non si tratta, infatti, solo di impiego di risorse economiche (ma al riguardo sarebbe interessante capire se e quanti finanziamenti per il ''Rocchi'' ci sono nel bilancio appena approvato da Palazzo dei Priori), ma anche della dimostrazione di una vicinanza concreta e produttiva alla prima realtà calcistica della provincia, che a partire dai prossimi mesi si troverà faccia a faccia con altre importanti realtà sportive dello Stivale. Si tratta di far vedere che intorno alla Viterbese esiste un interesse che va dimostrato non solo a parole. Questo, almeno, è quello che desidererebbero la Viterbese e il popolo gialloblu.

A fronte del rischio di una mancata iscrizione del club del leone in Lega Pro, dunque, è arrivato il momento di agire. Evitare l'effetto Grosseto a questo punto diventa di vitale importanza. Perché adesso che il traguardo è stato raggiunto sul campo e che Viterbo può di diritto disputare la serie C, perdere questa opportunità sarebbe un peccato per cui non esisterebbe alcuna redenzione. La palla, ora, passa tra i piedi del Comune. E c'è da augurarsi che da quelle parti non commettano falli da cartellino rosso.

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