ANNO 9 n° 85
''Sbagliato sminuire il fenomeno''
Martina Minchella sullo sviluppo della monocoltura intensiva delle nocciole
13/03/2019 - 09:39

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo da Martina Minchella:

In queste settimane si è parlato molto, a seguito dell’appello lanciato dalla regista Rohrwacher, dei pericoli legati allo sviluppo della monocoltura intensiva delle nocciole nel nostro territorio, sento l’obbligo da amministratrice locale di unirmi al sentimento di preoccupazione manifestato da molti, stigmatizzando l’atteggiamento di quanti cercano di sminuire questo fenomeno.

A confermare la necessità di una discussione seria e approfondita sul tema contribuisce anche quanto emerso da uno studio globale sul glifosato condotto dall’Istituto Ramazzini e da diversi partner scientifici internazionali secondo cui “L’esposizione a erbicidi a base di glifosato (GBH) incluso il Roundup, quello più usato al mondo, ha causato diversi effetti sullo sviluppo e il sistema riproduttivo in ratti sia maschi che femmine, anche con dosi attualmente considerate sicure negli Usa”.

In consiglio comunale è stato richiesto ad inizio legislatura un consiglio straordinario per approfondire in quella sede istituzionale gli effetti che pesticidi e fitofarmaci stanno avendo sul nostro territorio, da un punto dal punto di vista ambientale, ma anche con riferimento ad eventuali rischi per la salute dei cittadini.

Esiste oggi, più che mai, la necessità di non sottovalutare quanto sta accadendo nel territorio della Tuscia e c’è l’obbligo morale prima che politico di impegnare l’Amministrazione comunale, se e quando finirà l’attuale crisi che l’ha travolta, su questo tema, chiedendo a gran voce di incalzare provincia e regione perché si attivino per un’attenta valutazione di impatto ambientale sulle coltivazioni attualmente esistenti.

E’ evidente che non è possibile limitare e circoscrivere questo tema al solo comune di Viterbo, proprio per questo nelle prossime settimane con alcuni colleghi avvierò la costituzione di un comitato provinciale con quanti, associazioni, amministratori, rappresentanti delle istituzioni, ma soprattutto cittadini intendano lavorare per la tutela del territorio, bene inestimabile che appartiene a tutti, perché non c’è colore politico quando si parla di ambiente e soprattutto di salute e chiedendo la costituzione di un osservatorio presso la Regione Lazio con il compito di esaminare e di valutare le ricadute che l’agricoltura di tipo intensivo ha sulla salute della popolazione attraverso un’analisi seria di acqua e suolo.

 






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