ANNO 9 n° 263
Santone, la ragazza lo difende e il pm
chiede una perizia psicologica
Per la madre sarebbe stata plagiata dalla setta ''Questa non è una democrazia''
24/05/2019 - 00:39

ACQUAPENDENTE – (b.b.) Una parete in legno come divisorio, in modo che la giovane e il maestro Lino non si potessero incontrare o guardare negli occhi. Una parete in legno che potesse rendere l’incidente probatorio della presunta adepta della setta ''Questa non è una democrazia'' il più obiettivo e attendibile possibile.

Circa due ore di deposizione, durante le quali la 25enne, originaria di Monza, ma residente ad Acquapendente avrebbe raccontato, con estrema tranquillità, il suo cammino spirituale di purificazione iniziato dal momento in cui il maestro Lino – di quarant’anni anni più grande lei – è entrato a far parte della sua vita.

Un percorso di nuova rinascita che avrebbe portato i due prima alla convivenza e poi ad instaurare un rapporto di totale dipendenza: la giovane, che secondo la Procura sarebbe stata plagiata dal maestro, si sarebbe lasciata convincere a compiere gesti umilianti e vessatori. Come bere la propria urina o svegliarsi nel cuore della notte per masturbarsi.

Eppure in aula, di fronte ai magistrati che l’hanno interrogata e ascoltata ieri mattina in un’udienza super blindata, di quelle presunte violenze sessuali o maltrattamenti, che vengono contestati all’uomo, la 25enne non avrebbe confermato nulla. Anzi. Lo avrebbe difeso senza tentennamenti, respingendo ogni ipotesi di reato.

Che sia anche questa la conseguenza di una subordinazione fisica e mentale? Il pubblico ministero Paola Conti vuole vederci chiaro. Per questo ha disposto una perizia psicologica sulla giovane: per capire se sia completamente in grado di intendere e di volere.

Intanto proseguono le indagini della magistratura per capire se ci siano altre persone coinvolte nell'attività della presunta setta. 





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