ANNO 9 n° 177
San Giorgio, ''disappunto e contrarietà'' per le decisioni del Comissario
La lettera del comitato per la riqualificazione
11/04/2019 - 09:56

TARQUINIA – Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato per la Riqualificazione di S. Giorgio:

E’ stata protocollata in data odierna una lettera indirizzata al Commissario Prefettizio di Tarquinia a firma del ''Comitato per la Riqualificazione di S. Giorgio'', composto da oltre un centinaio di lottisti, per esprimere disappunto e contrarietà alle scelte e decisioni urbanistiche intraprese dallo stesso Rappresentante dello Stato, considerate pregiudizievoli degli interessi di molti dei componenti del Comitato, nonché di competenza di un organo di ampia rappresentanza della vita cittadina quale un Consiglio Comunale democraticamente eletto, come peraltro prescritto dalla legge Regionale 28/80.

Si è evidenziata, inoltre, al Commissario, la mancanza di adozione dei principi di eguaglianza negli atti amministrativi dallo stesso adottati verso tutti i possessori di manufatti residenziali interni al perimetro S. Giorgio, lasciando che l’ufficio preposto emettesse 146 ordinanze di demolizione con il solo presupposto che i condoni perpetrati in aree vincolate non sono concedibili.

Tutto ciò contro il cardine guida fissato da una legge regionale che non fa alcuna separazione di chi ha diritto o meno, purché si rientri in una logica di assetto e recupero urbanistico, secondo il principio di equità nei diritti e doveri di recuperare e non certo solo di demolire.

Abbiamo espresso netta contrarietà anche alla sedicente Cabina di Regia ''per pochi'', istituita dal Commissario, strumento di governo non previsto da alcun ordinamento della nostra vita amministrativa, per assumere o confezionare percorsi decisori, a soli 60 giorni dall’insediamento, e in sostituzione, dell’unico organo democratico decisionale quale il nuovo Consiglio Comunale che sarà democraticamente eletto il 26 maggio 2019. Strumento che invece affida ai pochi ammessi (con requisiti non meglio chiariti, ed escludendo molti altri controinteressati come gli scriventi), l’opportunità di decidere chi debba essere relegato nell’abusivismo ''insanabile'' e chi no.

A tal proposito, si è evidenziato al Commissario il conclamato conflitto di interessi del tecnico scelto e incaricato dal Comune a dirigere la ''Cabina di Regia'' pur essendo il noto tecnico che ha redatto ben 4 P.d.L. (di cui uno ancora in fase progettuale) per i privati lottisti. Evidentemente, quelli oggi “salvati” dalle decisioni commissariali e dalle ordinanze di demolizione.

In ultimo, si rileva la ''grande menzogna'', ovvero ciò che si vuol far falsamente sapere ai cittadini, specie in questo periodo preelettorale, e cioè che con l'applicazione della L.R. 28/80 chi non ha commesso abusi non potrà più costruire. Niente di più falso! Perché proprio con l’applicazione della L. 28/80, tutti i lotti compresi nel territorio già perimetrato dei Consorzi, saranno fatti salvi.

La missiva è stata inviata a tutte le Autorità, ivi comprese quelle giudiziarie, nonché all’Autorità Nazionale Anticorruzione ANAC per quanto di opportuna competenza.

Ci auguriamo che questa sarà la via maestra che una Nuova Amministrazione di Tarquinia dovrà percorrere, senza infilarsi in logiche dei pochi, assunti da diritti tanto sbandierati ma, di fatto, inesistenti e non comprovati. La soluzione del problema urbanistico di S. Giorgio è, e rimane, nelle mani del nuovo consiglio comunale di Tarquinia, aprendo un contratto con ogni singolo cittadino oggi insediato. Rapporto uno a uno, scevro da interlocuzioni di soggetti interposti. Un Piano Quadro di assetto che vede un Comune in diretto ascolto con le problematiche degli abitanti, adottando nei primi 60 giorni una perimetrazione ai sensi della tanto controversa L.R.28/80 . Con questo atto potrà congelare ogni provvedimento repressivo, avviando il dialogo, nel rispetto dei ruoli istituzionali.

La prima delibera del nuovo Consiglio Comunale dovrà segnare la svolta di una tendenza che non è più repressiva, ma di confronto e programma per risolvere, non per eliminare. Questo S. Giorgio aspetta da oltre 50 anni, questo compito una Amministrazione Comunale ha il dovere istituzionale di assolvere. Questo si chiede al nuovo Sindaco che si appresterà, a breve, a governare Tarquinia.






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