ANNO 8 n° 290
''Salviamo il recapito!''
I portalettere della Tuscia si uniscono contro la riorganizzazione
16/05/2018 - 07:04

VITERBO (S.C.) - Non è certo un periodo facile questo per Poste Italiane. Nonostante i dati positivi emersi dal recente bilancio del trimestre del 2018, le polemiche attorno al recapito non sembrano voler diminuire. Dopo il servizio sulla situazione lavorativa dei contrattisti a tempo determinato trasmesso dal programma #Cartabianca sulla Rai, la riorganizzazione sta creando più di un grattacapo ai tanti postini coinvolti da quello che non sembra essere ''solo'' un cambiamento nelle modalità di consegna della posta.

Allargamento delle zone di consegna, personale insufficiente a coprire carichi di lavoro costantemente in aumento e, all'orizzonte, un radicale sconvolgimento dei turni lavoro. Queste sono solo alcune delle criticità che i portalettere di Viterbo (ma è una polemica che riguarda i dipendenti di tutta Italia) hanno presentato all'azienda da quando a viale Europa si è iniziato a parlare della necessità di ''cambiare il recapito''.

Rimostranze, quelle dei portalettere, che non hanno però mai ottenuto la giusta attenzione e il dovuto appoggio da parte dei sindacati, assenti anche ieri alla riunione indetta autonomamente. ''Sarà paura, vergogna o la consapevolezza che un accordo del genere non sarebbe stato accettato dai lavoratori – afferma Andrea Morucci, uno dei portalettere autorganizzati di Viterbo –. I sindacati hanno ratificato tutto senza aver sentito in minima parte i lavoratori: negli ultimi 10 anni abbiamo subito 7 riorganizzazioni e tutte sono state peggiorative per le condizioni di lavoro. Nel Viterbese la riforma arriverà ad ottobre e provocherà grandi disagi non solo ai lavoratori, ma anche ai cittadini''.

Durante l'incontro c'è stato spazio anche per una testimonianza telefonica dalla Toscana dove la nuova riorganizzazione è già partita per alcune aree. ''Allo stato attuale, con questa riorganizzazione, è impossibile riuscire a fare un servizio postale accettabile – ha dichiarato Edoardo Totaro, Rsu di Firenze –. In alcuni comuni, dove sono addirittura tre anni che è in funzione il nuovo sistema di recapito, le cose non sono ancora migliorate. Proprio per questo non mi spiego come sia possibile estendere questa riforma a tutta Italia. A questo punto è necessario organizzarsi in maniera autonoma e far valere i diritti dei portalettere tramite scioperi nazionali come quello del 25''.

 

 

 

 

 

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