ANNO 9 n° 198
Salta il consiglio, show della minoranza:
''Giunta e sindaco schiavi di Roma''
La maggioranza non si presenta, manca il numero legale, opposizione alla carica
07/03/2019 - 16:58

VITERBO – Il consiglio comunale sulla crisi politica di maggioranza salta e saltano anche i nervi dell’opposizione che dopo il secondo appello, in mancanza del numero legale, insorge compatta: ‘’Sindaco e giunta sono schiavi di Roma, ora basta’’. La seduta era stata chiesta dalla stessa minoranza ma il sindaco già aveva fatto saper che per un precedente impegno non avrebbe partecipato, così come non ha partecipato la maggioranza che, dopo le tensioni dei giorni scorsi, su questo si è ricompattata. Le trattative in corso a Roma tra la Lega e Fratelli d’Italia, con Fusco e Trancassini intenti a ricucire lo strappo, sembrano aver sortito il primo effetto di distensione. Sta di fatto che la frittata è servita: la maggioranza non ci fa una bella figura e l’opposizione ne approfitta. E’ Chiara Frontini di Viterbo Venti Venti a cavalcare per prima l’onda dell’indignazione.

''E’ la prima volta che abbiamo visto la maggioranza unanime su un atteggiamento che è quello di lasciare i banchi vuoti, ci dispiace e ci dispiace per la città – ha detto la Frontini - Oggi vediamo i banchi vuoti e abbiamo deciso di riempirli con le Lupe che sono il simbolo di Roma perché questa città è ancora una volta succube, è sotto schiaffo di chi decide a Roma per noi’’. La Frontini ha ricordato che la candidatura di Arena a sindaco era stata decisa a Roma e sempre a Roma mercoledì prossimo si deciderà della crisi politica di Viterbo''.

Le ha fatto eco, Luisa Ciambella del Pd: ''Che il centro destra Viterbese fosse suddito di Roma nelle scelte non è una novità, va così da sempre, anche questa volta dovremo attendere che a Roma decidano sul destino dell’amministrazione Arena con il giusto tempo, non siamo certo il primo problema dei big nazionali. Ma che si arrivasse oltre tutto ad avere un Sindaco fuggitivo non ha precedenti. Come una maggioranza, oggi pomeriggio, che fugge dalla città è irrispettosa e incomprensibile, perché non rispetta le Istituzioni e i cittadini.

Il consiglio - ha aggiunto - è l’unico luogo dove aprire, discutere ed eventualmente risolvere la crisi politico amministrativa, ma non si è voluto fare perché le ragioni di questa crisi devono restare un “giallo in salsa Viterbese”. Sarebbe veramente surreale credere che dietro a questa crisi ci siano delle transumanze da parte di chi concepisce l’impegno pubblico come un ruba bandiera costellato di selfie che si commenta da solo.

I Viterbesi – ha concluso Luisa Ciambella - non meritano secondo questi signori neanche di conoscere le reali motivazioni che hanno portato questa amministrazione a questo punto dopo solo 8 mesi caratterizzati da un’incuranza che non ha precedenti''.





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