ANNO 9 n° 326
Rinviato il processo
per diffamazione
tra di Pietro e Berlusconi
L'ex Pm sbotta: ''E' una vergogna''
16/01/2015 - 14:38

VITERBO - ''E’ una vergogna, questa è l’Italia'', è il messaggio che Antonio Di Pietro lancia da Viterbo. Mattinata al tribunale di via Falcole e Borsellino per uomo degli uomini simbolo di Tangentopoli. Presentatosi davanti al giudice di pace per quel famoso processo per diffamazione contro l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

Un processo che non riesce a partire, per tutta una serie di rinvii e vizi di forma. E anche stamattina tutto rinviato per un difetto di notifica. Notifica arrivata solo nello studio legale di Niccolò Ghedini, difensore di Berlusconi, ma non a Palazzo Grazioli, dove il numero uno di Forza Italia ha disposto la sua residenza per le comunicazioni del processo.

La richiesta di rinvio è arrivata dall’avvocato Valentina Bolis, in sostituzione di Ghedini. Non ha trovato l’opposizione del pubblico ministero Paola Conti e il giudice di pace Fagioni ha rinviato l’udienza a fine febbraio.

A questo punto Di Pietro ha iniziato a borbottare in aula, pronunciando la frase: ''E’ una vergogna, questa e l’Italia''. Poi ha continuato: ''Assurdo che non si riesca a fare arrivare una notifica a casa dell’ex presidente del consiglio''.

All’origine del processo per diffamazione le frasi pronunciate nel lontano 2008 dal premier, durante la tappa elettorale al PalaMalè. Dal palco Berlusconi ha pronunciato frasi tipo: ''Di Pietro si è laureato grazie ai Servizi. Perché non è possibile che uno che parla l’italiano così abbia preso la laurea''. Ma anche: ''Ha messo dentro persone senza le prove''.

Dopo sei anni bisogna ancora attendere.







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