ANNO 8 n° 262
Rieducare attraverso l'alimentazione: a Mammagialla arriva il progetto ''Semi Liberi''
15/04/2018 - 11:08

VITERBO - Il segretario nazionale dell’ANCoS - Confartigianato, Fabio Menicacci, ha presentato presso la sala conferenze della CCIAA di Viterbo il progetto “Semi Liberi” fortemente voluto da Confartigianato Viterbo e Amministrazione Carceraria e finanziato con il contributo del 5 per mille.

Rieducare e riqualificare i detenuti attraverso la definizione di percorsi legati alla costruzione di salute, ma anche educare i consumatori a immaginare luoghi altri di produzione di benessere. Questi i concetti che hanno contraddistinto gli interventi di Fabio Menicacci e del Presidente dell’Associazione ORTO Marco di Fulvio.

Operare l’integrazione sociale dei detenuti della Casa Circondariale di Viterbo attraverso la condivisione di un aspetto fondamentale della nostra vita: l’alimentazione. E’ questo l’obiettivo che il progetto si è posto insieme all’Amministrazione carceraria di Viterbo, accompagnata su questo cammino dall’Associazione O.R.T.O. (Organizzazione Recupero Territorio e Ortofrutticole).

Dopo la presentazione si è tenuta una tavola rotonda mirabilmente condotta dal Dr. D. Martirano, del Corriere della Sera alla quale hanno partecipato: il Dott. P. D’Andria Direttore della Casa Circondariale di Viterbo, il Dott. M. Siddi sostituto procuratore di Vierbo,dr.ssa N. Fanti Responsabile dei servizi educativi della Casa Circondariale di Viterbo, la d.ssa D. Ferranti, magistrato,già membro di Commissione Giustizia del Parlamento, la d.ssa D. De Robertis giornalista ed ilprof. S. Senni dell’Uni Tuscia

Il focus del dibattito è stato incentrato su come portare e realizzare all’interno del carcere progettualità nuove per fornire opportunità diverse di rieducazione e anche di formazione.

I partecipanti alla tavola rotonda hanno contribuito al dibattito con il loro punto di vista e con la propria esperienza rispetto all’opportunità e alle proprie esperienze in materia di diversificazione dei percorsi rieducativi ed hanno sottolineato l’aspetto innovativo di come e se un carcere, (già luogo di rieducazione e di allontanamento dalla comunità), possa diventare luogo di costruzione di benessere, di rientro nella comunità e a servizio della stessa, attraverso prodotti che possano essere tranquillamente commercializzati. Quindi rieducare i detenuti attraverso la definizione di percorsi legati alla produzione di prodotti salutari ma anche educare i consumatori a immaginare luoghi altri di produzione di tali prodotti.

La detenzione è un aspetto critico del sistema sociale Italia, una realtà che riveste un ruolo centrale nel sistema giudiziario e per ciò stesso merita attenzione e considerazione da parte di legislatori e amministratori, ma anche della società civile.

Accogliendo e rielaborando i dettati dell’agricoltura sociale, secondo cui il valore del lavoro si ritrova non solamente e non tanto nella produzione di reddito individuale, ma anche e soprattutto nel riconoscimento di bisogni, identità e diritto di tutela di istanze di libertà, è stato ideato e avviato il progetto “Semi Liberi” che trova come luogo ideale di affermazione dei principi dell’agricoltura sociale la serra riscaldata della Casa Circondariale di Viterbo: detenuti e volontari sono impegnati a produrre e rendere disponibili per la vendita a ristoranti, negozi e privati germogli freschi per il consumo crudo.

Il progetto intende operare su due distinti e finora mai associati versanti: fornire prodotti per una corretta alimentazione e al contempo riqualificare persone sottoposte a restrizione della libertà, ridefinendo la destinazione di una struttura vivaistica già presente all'interno di un carcere.

Assume centralità, a fianco del reinserimento di detenuti nel mondo del lavoro, la produzione “dal basso” destinata a creare un punto di contatto fra la società civile esterna e le persone sottoposte a restrizione della libertà.

L’opera dei detenuti, che non hanno avuto modo di presenziare all’incontro, è stata segnalata da un totem dove erano esposti i frutti della produzione già avviata.

A conclusione gli intervenuti hanno partecipato ad una proposta di degustazione crudista di germogli per mettere alla prova la qualità di “Semi Liberi”.

 






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