ANNO 8 n° 110
''Ricorderemo sempre la bella Viterbo, sicuri che un giorno incontreremo Davide in cielo''
Parla Michele Ciuffreda, il papà del bimbo morto nell'incidente
10/01/2018 - 07:06

VITERBO – (im) ''Ricorderemo la bella Viterbo e l’affetto ricevuto, sicuri che un giorno incontreremo Davide in cielo''. Commosso, ma forte nella sua fede. Michele Ciuffreda, ad una settimana dal tragico incidente stradale sulla Superstrada di Viterbo in cui ha perso la vita suo figlio di soli 10 anni, prende coraggio e ringrazia con parole quasi sussurrate tutti i viterbesi che, in questi giorni difficili, si sono presi cura di lui e di sua moglie, Antonella Incerti, ferita gravemente nel violento impatto del tir contro il loro camper.

''Ricorderemo sempre la bella città di Viterbo che avevamo scelto di visitare, ma anche per ciò che ci è successo – dice Michele commosso a Viterbonews24 -. Ci ha consolato l’umanità, la disponibilità e la tenerezza che le persone ci hanno dimostrato. Ognuno ha fatto la sua parte con il cuore offrendo vicinanza, competenza e affetto per alleviare il dolore fisico e psicologico che ci è stato imposto''.

''Ringrazio ogni persona che ha fatto tanto per noi – prosegue - in particolare i pompieri, gli agenti della polizia stradale, l’equipe del pronto soccorso, della sala operatoria, della rianimazione e della chirurgia specialistica di Belcolle. Il personale ospedaliero ha dimostrato sempre affetto e amore anche in condizioni di sovraffollamento dell’ospedale. In particolare ringrazio la famiglia del mo collega C. G. che mi ha ospitato a casa sua come un figlio. Ricambio a tutti l’affetto ricevuto''.

Michele parla anche per sua moglie Antonella che, dopo le gravi ferite riportate a seguito dell'incidente, nella mattinata di oggi verrà trasferita da Belcolle all'ospedale di Reggio Emilia per continuare le cure vicina a casa. E insieme a lei, anche la salma del piccolo Davide tornerà oggi ad Albinea in attesa dei funerali che, al momento, sono ancora da fissare. ''Mia moglie sta bene, sta recuperando – spiega Michele -. In questi giorni ho incontrato un’umanità tale da compensare tutte le mancanze materiali che la struttura ospedaliera di Viterbo ha''.

''La fede nel Signore Gesù che Davide, mio figlio, aveva nel cuore e voleva far conoscere a tutti ci aiuterà sapendo che un giorno lo incontreremo in cielo – aggiunge sensibilmente commosso nel ricordare suo figlio e i suoi ultimi momenti di vita -. Durante l’ultimo giorno dell’anno Davide ad un suo amico ha detto: ‘Amico mio tu devi conoscere Gesù nel tuo cuore perché domani non sappiamo se ci saremo ancora’. Un insegnamento per tutti''.

Poi conclude affidando di nuovo le sue parole alla fede, la sola che in questi giorni riesce a dare a lui e a sua moglie Antonella un profondo, sicuro e puro conforto: ''Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito figlio affinché chiunque creda in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16''.

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