ANNO 7 n° 325
Renzi:''Sull'export potete puntare in alto''
Su infrastrutture e burocrazia gli imprenditori non risparmiano bacchettate
17/10/2017 - 16:59

CASTEL SANT’ELIA – (m.d.l.) – Grandi sorrisi, grandi strette di mano ma non sono mancate le bacchettate da una parte e dall’altra. L’incontro con Matteo Renzi nella sede della Ceramica Azzurra di Castel Sant’Elia è stata l’occasione per alcuni imprenditori di togliersi qualche sassolino dalle scarpe e per il leader del Pd di lanciare anche qualche provocazione.

“Ve lo dico provocandovi un po’ – ha detto Renzi prendendo la parola dopo gli interventi degli imprenditori – questo è un territorio che ha la potenzialità di arrivare almeno all’80-90 per cento sull’export. Bisogna però che ci mettiamo intorno a un tavolo insieme e discutiamo come. Io non vi ho mai visto nei viaggi internazionali che pure abbiamo fatto. Alcune aziende vengono altre no. Forse per colpa delle autorità centrali che non riescono a coinvolgere per bene. Se nell’arco dei prossimi dieci anni attraverso un diverso principio organizzativo riusciamo a raddoppiare la percentuale dell’estero possiamo arrivare all’80 per cento. Può aumentare significativamente l’export”.

Ad accogliere Renzi al suo arrivo, oltre ai dirigenti della Ceramica Azzurra, accompagnato dall’onorevole Giuseppe Fioroni, dal vicesindaco di Viterbo, Luisa Ciambella, gli esponenti del PD di Civita Castellana, i sindaci del comprensorio e il presidente della Provincia Pietro Nocchi.

Dopo i saluti del presidente ed direttore generale della Ceramica Azzurra Angelo Rossini, che ha ringraziato Renzi per la visita nel distretto e ha sottolineato come la stessa sia una importante occasione di crescita per tutto il distretto ceramica di Civita Castellana, sono iniziati gli interventi coordinati da Paolo Aleandri che ha illustrato le dimensioni del distretto e la logistica dello stesso.

Tra le questioni sollevate dagli imprenditori sui quali Matteo Renzi “ha preso appunti”, ci sono le infrastrutture. Tema sollevato da Augusto Ciarrocchi, amministratore delegato della Ceramica Flaminia e esponente di Confindustria Ceramica, che dopo aver dato qualche numero - “Il 70% della produzione ceramica di qualità in Italia proviene da Civita Castellana – ha detto e il 40 % della produzione viene esportata all’estero” - ha sottolineato la necessità di migliorare le infrastrutture sia a livello di trasporti, sia a livello di telecomunicazioni.

Ciarrocchi ha proposto inoltre a Renzi di: “portare la detassazione che ora è al 50% al 65% per quanto riguarda il risparmio idrico dei sanitari, in quanto le tecnologie di questo distretto permettono un notevole risparmio, anche sotto quanto previsto dalla legge questa detassazione incentiverebbe il ricambio dei sanitari e un beneficio sia per le industrie, sia per lo Stato”.

Sulle infrastrutture Renzi ha concordato sulla necessità di migliorare sia quelle territoriali che quelle digitali mentre sul fronte del risparmio idrico ha detto di bisogna lavorare in due direzioni: obbligare le strutture pubbliche e ricettive a stare dentro i limiti del risparmio idrico, “ma – ha detto - c’è anche bisogno di andare in Europa. Facciamo battaglia noi in Europa’’.

Augusto Gigliozzi, presidente di Federlazio Ceramica ha sottolineato come l’associazione sia rimasta delusa dal piano di sviluppo della Regione Lazio, in quanto il bando ha disatteso tutte le aspettative. A conclusione del suo intervento ha sottolineato la necessità di creare un marchio che tuteli i prodotti del distretto ceramico di Civita Castellana.

L’ultimo a parlare è stato imprenditore Sandro Pedica, ex Ceramica Quadrifoglio, azienda che in passato era un punto di riferimento del settore (stoviglie in ceramica) con più di 600 dipendenti, costretta a chiudere nei primi anni 2000 'per la concorrenza dei cinesi'.

L’imprenditore ha raccontato che da circa un anno ha aperto una nuova attività nel comune di Gallese, ma che sta riscontrando notevoli problemi a causa della burocrazia: “improvvisamente è stata interrotta la fornitura del gas- racconta l’imprenditore- siamo andati a chiedere spiegazioni insieme al sindaco alla società che gestisce il servizio, la quale ha detto di dover sostituire il tratto finale della tubazione, con un contributo a nostro carico di 500.000 euro. Come si può fare impresa in un paese così?”.

''Questo viaggio - ha spiegato quindi Renzi nel suo intervento - serve per ascoltare e approfondire le esigenze del paese e ci siamo dati tempo fino a Natale per girare l’Italia”. Il segretario del Pd ha detto che il Paese è ripartito , ma non ci possiamo accontentare, uno dei motivi di questo viaggio è anche comprendere cosa fare da qui ai prossimi 20 anni per mantenere competitivo il paese''.

Renzi ha indicato cinque punti sui cui lavorare: oltre export, infrastrutture e risparmio idrico, ha parlato di energivori e della burocrazia.

Un’ultima battuta Renzi l’ha dedicata all’estensione degli 80 euro in busta paga alle categorie che ancora non li percepiscono e alla possibilità, tramite detassazione, di partecipare agli utili delle aziende da parte degli operai.

''Basta con il chiacchiericcio politico, di cui anche io mi sono francamente stufato – si è congedato Renzi - c’è bisogno di idee concrete per il nuovo governo che verrà, idee che rispondono alle concrete necessità dei cittadini''.







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