ANNO 10 n° 52
Reddito cittadinanza, per 1600 persone al via i lavori di pubblica utilità
Manutenzione del verde, cura delle biblioteche, supporto nella raccolta rifiuti: le attività saranno assegnate dagli otto Comuni del distretto Vt3
27/01/2020 - 06:44

di Simone Lupino

VITERBO - Al via anche a Viterbo quella che viene definita la ''fase due'' del reddito di cittadinanza. Prevede che quanti beneficiano di questo tipo di sostegno svolgano lavori di pubblica utilità, da un minimo obbligatorio di otto ore a settimana, fino a un massimo di 16. Pena, in caso contrario, la revoca dell’assegno. Nel distretto socio sanitario Vt3 (Viterbo, Bassano in Teverina, Bomarzo, Canapina, Celleno, Orte, Soriano nel Cimino e Vitorchiano) sono interessate circa 1600 persone. Dalla cura del verde all'assistenza in biblioteca il tipo di attività generalmente previste. Altri esempi indicati dalla stessa normativa: l'accompagnamento degli studenti all'autobus, la consegna della spesa alle persone anziane, il sostegno dell'organizzazione di manifestazioni pubbliche, attività di supporto alla raccolta dei rifiuti.

Ad annunciarlo è stata Antonella Sberna, assessore ai Servizi sociali, rispondendo a una interrogazione presentata all'ultima seduta del Consiglio comunale da Sergio Insogna (Fondazione): ''Il numero di persone che percepisce il reddito di cittadinanza oscilla tra le 1600 e le 1800 persone. Tutte, in base alla norma, saranno tenute a svolgere lavori di pubblica utilità. L'obbligo, ovviamente, non riguarda categorie e soggetti fragili, anche se, chi se la sente, può sempre aderire'''.

L’ambito di occupazione può essere culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. ''Ma – sottolinea sempre Sberna – non si tratta di una attività che va a sostituire quella svolta direttamente dall’ente attraverso i propri dipendenti, ma solo ad affiancarla''

Sempre Sberna: ''Siamo abbastanza avanti nel programma. I Comuni hanno già firmato una convenzione con il ministero che regolerà queste attività. E dopo aver individuato le figure del responsabile del controllo anagrafico e quella dell’assistente sociale che dovrà prendere in carico tutte le anagrafiche, stiamo entrando nella fase operativa con il monitoraggio delle anagrafiche stesse e l’individuazione da parte dei Comuni degli ambiti di intervento dove dovremo inserire questi soggetti''.

Per una parte delle persone che beneficiano del reddito di cittadinanza, ma con bisogni specifici, sono previsti anche percorsi di sostegno a livello sociale. Le persone segnalate agli uffici al momento sono 900. ''I nominativi - conclude l'assessore - ci vengono forniti dai centri per l’impiego. In alternativa sono gli stessi soggetti interessati, che quando compilano il modulo per il reddito della cittadinanza indicano di avere bisogno di una assistenza specifica. Il lavoro nei prossimi giorni sarà quello di verificare quanti effettivamente hanno bisogno di questi percorsi, confrontandoci giorno per giorno con i centri per l’impiego''.






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