ANNO 9 n° 232
Recita scolastica ''a numero chiuso'',
le insegnanti difendono la preside
''Nell'atrio della scuola può stare solo un tot di persone, la dirigente ha fatto bene''
05/06/2019 - 16:21

di Liliana Scaffa

NEPI - Sembrava che il clima di malcontento sulla scuola di Nepi avesse preso il sopravvento, eppure ieri mattina qualcuno ha voluto sottolineare come la burocrazia voluta dalla dirigente scolastica a volte serva.

In particolare a parlare alcune maestre della scuola dell’infanzia, le quali hanno voluto sottolineare come ''La nostra dirigente pensa sì alla burocrazia, ma ci solleva in questo modo anche dal peso di responsabilità che avremmo se succedesse qualcosa''.

A far scattare la polemica è stato l’articolo uscito ieri nel quale si diceva, lo ricordiamo, che per le recite di fine anno i genitori, la sera prima del saggio scolastico, si erano visti recapitare messaggi informali su Whatsapp che intimavano di fornire nome e cognome di massimo due partecipanti per bambino per l’accesso al saggio, lasciando fuori fratelli, zii e nonni.

''Non è andata affatto così – spiega la maestra - i genitori già sapevano che nell'atrio della scuola possono entrare solo un certo numero di persone. L’unica cosa è che per tenere sotto controllo l’affluenza abbiamo dovuto regolamentare la situazione, chiedendo nome e cognome. D'altronde – ha sottolineato la maestra - di sensi di colpa del giorno dopo ce ne sono un’infinità. Purtroppo se ne sentono tante. Ma se succedesse qualcosa durante le recite, se avessimo un numero di persone superiore al consentito passeremmo i guai''.

Il riferimento alla strage della discoteca dell’inverno scorso è lampante. ''Le vie di fuga sono studiate per una certa affluenza. Non ci si può pensare dopo, anche perché la responsabilità cadrebbe su di noi per aver cercato di accontentare qualcuno. Nei mesi scorsi abbiamo chiamato un tecnico che, dopo accurate misurazioni, ci ha dato un numero preciso di persone che possono rientrare all'interno dell’atrio - ha concluso la maestra – e noi ci siamo attenuti a quel numero. Non abbiamo voluto fare torti a nessuno, ma anzi tutelare tutte le persone e soprattutto i bambini presenti nella scuola''.






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