ANNO 9 n° 143
Rapina alla gioielleria, è ancora caccia all'uomo
Poco meno di 2000 euro il bottino. Malore per una delle commesse
15/03/2018 - 07:05

VITERBO - Rapina alla gioielleria Bracci, continua la caccia all'uomo. Le forze dell'ordine sono ancora al lavoro per rintracciare e catturare i malviventi che ieri, verso le 13, hanno rapinato l'esercizio al numero civico 25 di piazza Giuseppe Verdi, in pieno centro storico (clicca QUI per leggere la notizia). Si tratterebbe di due uomini, tra i 30 e i 40 anni, entrambi calvi, italiani e dall'accento meridionale secondo quanto riferito da alcuni testimoni. Probabile anche la presenza di un terzo uomo, l'autista che avrebbe atteso i complici a bordo dell'Alfa Romeo 147 con cui sono fuggiti una volta messo a segno il colpo. E non si esclude l'intervento di un altro componente della banda.

Secondo le prime ricostruzioni, i rapinatori, a volto parzialmente coperto e a mano armata, sono entrati in azione all'interno della gioielleria poco dopo l'orario di chiusura e si sono fatti consegnare il denaro in cassa e alcuni monili – per un bottino inferiore ai 2000 euro – minacciando il personale con una pistola. Il titolare, per reazione, avrebbe quindi estratto a sua volta una pistola e aperto il fuoco per allontanarli. Quattro i colpi che sono stati esplosi in aria. Alcuni, per rimbalzo, avrebbero colpito le vetrine del negozio mandandole in frantumi e nel parapiglia che si è generato una delle commesse ha avuto un malore ed è caduta sui vetri rotti, ferendosi ad un braccio. La donna è stata soccorsa dal personale del 118 giunto sul posto insieme agli uomini della squadra mobile, della scientifica e ai carabinieri del nucleo radiomobile.

Ma i malviventi, come detto, erano già fuggiti a bordo di un'Alfa Romeo 147 dove ad attenderli, con tutta probabilità, c'era un terzo complice. Immediato è scattato l'allarme e i posti di blocco lungo le principali arterie stradali. Dopo un inseguimento in superstrada, l'auto è stata rinvenuta verso le 14 nei pressi dell'uscita di Soriano nel Cimino. Qui la banda potrebbe aver proseguito la fuga a piedi o, come più probabile, potrebbe esserci stato un quarto uomo ad attenderla su un'altro veicolo. La vettura usata dai rapinatori è stata posta sotto sequestro e portata presso il comando provinciale dei carabinieri per i rilievi scientifici. Dai primi accertamenti sarebbe stata trovata una piccola goccia di sangue vicino al volante, causata probabilmente da un taglio su un dito di uno dei banditi.

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