ANNO 9 n° 325
Quando il boss rimase ustionato nell'attentato incendiario a Grazini
Giuseppe Trovato riportò bruciature al viso e alle mani dopo aver dato alle fiamme due furgoni nel quartiere S. Barbara. Il dermatologo rinunciò ad assisterlo
31/01/2019 - 06:48

VITERBO - Giuseppe Trovato, uno dei boss del sodalizio criminale, rimase gravemente ustionato durante l'attentato incendiario ai danni dell'imprenditore Roberto Grazini. È quanto si apprende dall'ordinanza di 720 pagine emessa dal gip del tribunale di Roma che ha portato all'arresto venerdì scorso di 13 persone nell'ambito dell'operazione antimafia Erostrato.

La notte tra il 7 e l'8 gennaio del 2018 i carabinieri intervennero insieme ai vigili del fuoco per l'incendio di due furgoni in piazzale Porsenna, nel quartiere Santa Barbara. Insieme ai mezzi in fiamme, uno di proprietà della ''Grazini Trasporti'' e l'altro del cinese Ling Rong Mei, gli uomini dell'Arma riscontrarono che altri tre camioncini, tutti appartenenti a Grazini, erano stati cosparsi di liquido infiammabile. Poco distante venne ritrovata anche un'auto – risultata rubata e utilizzata con tutta probabilità dai criminali per recarsi sul posto – e una bottiglia contenente ''presumibilmente benzina''.

Secondo quanto ricostruito degli investigatori mediante le intercettazioni telefoniche e ambientali, gli autori di quell'incendio sono Shkelzen Patozi, detto ''Zen'', e Giuseppe Trovato. Per gli inquirenti si è trattato di un chiaro messaggio intimidatorio indirizzato all'imprenditore viterbese, ''colpevole'' di fare concorrenza con la sua ditta a Gabriele Laezza, uno dei componenti della banda calabro-albanese, operante anche lui nel settore dei traslochi.

Sfogliando le carte, si scopre però che qualcosa andò storto nel momento di appiccare le fiamme: Trovato riportò infatti delle ustioni di primo e secondo grado alle mani e al volto. Bruciature così gravi, valutate all'incirca con 60 giorni di prognosi, tali da costringerlo la mattina seguente a rivolgersi alle cure di un dermatologo tramite la compagna Fouzia Oufir. Il medico, dopo la prima visita e le risposte confuse di ''Peppino'' sulla causa delle bruciature, rinunciò a continuare l'assistenza perché, leggendo le notizie diffuse dai quotidiani online locali, aveva intuito il coinvolgimento del calabrese negli attentati incendiari. 






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