ANNO 8 n° 51
''Purificando certe tradizioni religiose''
Don Gianni Carparelli: ''Dobbiamo riprendere in mano il Vangelo''
22/01/2018 - 10:46

CANEPINA - Riceviamo e pubblichiamo da Don Gianni Carparelli:

Siamo talmente abituati alle feste paesane in 'onore' dei santi e altro che non ci rendiamo conto di una realtà lapalissiana. Cosa c’è restato di veramente religioso, o meglio: spirituale, a parte l’apparato a volte esteticamente bello e altre volte sciatto e kisch?

Mi permetto questa riflessione per rivalutare le nostre tradizioni, ma partendo dal loro spirito originale, non da quello che ci si è depositato sopra con il passare delle generazioni. E’ un po’ come il restauro delle opere d’arte. Pazienza, competenza, attenzione, ricerca dei colori originali e delle sfumature. Bisogna fare pulizia e poi alla fine: Wow! Soprattutto bisogna essere umili e tornare alle origini spirituali.

Nel cammino della fede dobbiamo riprendere in mano il Vangelo, che è Gesù Cristo, la vita dei Santi che veneriamo nelle nostre feste paesane, mettere a confronto lo 'spirito' con le nostre abitudini sedimentate nel tempo e a volte impolverate… e poi andare avanti per riproporre una festa che sia celebrazione della fede. La festa avrà successo non per il numero di pranzi o cene serviti, per quanti fuochi abbiamo sparato, per quanti ristoranti sono restati aperti fino a tardi… questo è importante perchè siamo carne e ossa. E’ importante e va mantenuto, magari migliorato nello stile e nei servizi, se necessario. Ma la devozione (che sia alla Madonna o ai Santi protettori) non si misura a mangiate e bevute. I risultati economici si possono fare anche alla Proloco o al Comune. Ma il cammino dell’anima non passa per i libri contabili.

A Canepina da un po’ di tempo si discute anche di questo. E, per capirci, non per stravolgere le cosiddette tradizioni, ma per riportarle sul tavolo della fede. Solo per questo. Chi si preoccupa solo (dico: Solo!) dell’aspetto esteriore e di quanti espositori per prodotti sono allestiti nelle strade, certamente partecipa alla festa del paese, ma probabilmente non della tradizione dalla quale è nata la festa. L’ultima festa tradizionale a Canepina è stata quella di 'S. Antonio Abate', per inciso un eremita egiziano, neppure canepinese! Le abitudini vanno e vengono. A volte le circostanze impongono cambiamenti. Da generazioni la 'tradizione' è quella che una famiglia del paese riceve la statua del Santo nella propria casa e promuove la devozione invitando mensilmente o settimanalmente amici e conoscenti a pregare e incontrarsi. Bellissimo. Nel tempo qualcosa era mutato e creando disagio in chi doveva prendere la statua.

Abbiamo cercato di riportare le cose al loro significato originale. E senza mutare nulla del folklore simpatico che circondava e circonda la festa: il focarazzo, i cavalli, la benedizione degli animali, le ciambelle, il giro del paese con un camion sul quale la famiglia 'custode' del Santo saluta e incontra il paese. Bello e da mantenere. Quest’anno la statua è stata portata nella casa delle persone anziane non più indipendenti. I bambini hanno fatto festa girando per il paese e visitando i nonni nella casa. In passato non c’era, ma adesso è tempo di ricondurre la fede a essere lievito e luce in un mondo che rischia di mettere da parte chi vive nel disagio. S. Antonio non la pensava così. E noi cerchiamo di seguire S. Antonio, non le manie del mercato.






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