ANNO 9 n° 323
Puccica: ''Orgoglioso dei miei ragazzi''
16/10/2013 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO – Nel calcio ci vuole perseveranza perché poi alla fine il campo ripaga dei sacrifici e del lavoro e rende giustizia. Sembra scontato, ma è quanto sta succedendo alla Flaminia Civita Castellana. La banda di Puccica ha colto la seconda vittoria in campionato a Caldine contro il Fiesole. Un successo che riempie d’orgoglio perché raggiunto nella condizioni in cui è costretta a lavorare la Flamina. Squadra imbottita di under, qualche over che alza di poco l’età media, un gruppo che deve farsi forza da solo, se non vuole soccombere ed uscire umiliato dal campo.

Puccica è il primo ad ammettere che è la qualità che scarseggia nella sua squadra, ma non si vergogna a dirlo. In fondo sapeva sin dall’inizio del ritiro quali erano le condizioni e le ha accettate. Ha chiesto tanta pazienza nei confronti dei suoi ragazzi, che coccola come fosse un padre o un fratello maggiore. Sa che è un gruppo che va curato giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, giocata dopo giocata. Non va caricato di responsabilità, perché potrebbe risentirne in termini di risultati. E alla fine ,dopo gli applausi e i complimenti per le prestazioni, è arrivata la vittoria.

Che fa uscire il sorriso sulle labbra e ripaga di tante - ingiuste - critiche: ''Sono orgoglioso della partita che abbiamo fatto – spiega Puccica – abbiamo sofferto e lottato tutti insieme, come facciamo dall’inizio di questa stagione. Abbiamo fatto un primo tempo strepitoso per voglia, intensità e abnegazione. E’ una forma di riconoscenza del mio lavoro, un’opera certosina che porto avanti da mesi. Abbiamo ritrovato lo spirito che avevamo smarrito per troppa ansia, perché qualcuno si è già sentito arrivato. La settimana scorsa ho dovuto molto lavorare sotto questo aspetto e i ragazzi mi hanno ascoltato fornendomi una grande risposta caratteriale''.

Per capire come lavora la Flaminia basta guardare il numero di under che fa giocare: a Caldine erano 5 gli juniores (un ’93, quattro ’94 e un ’95) e domenica non sono stati convocati tra infortuni e scelte tecniche Lattarulo, Camilli e Olivieri. Un gruppo composto per la maggior parte da ragazzi che hanno pochissime presenze, e quindi esperienza, in serie D: ''Avendo poca qualità – aggiunge Puccica -, le nostre armi devono essere la corsa, l’entusiasmo e la determinazione, senza queste non andiamo da nessuna parte. Ai miei ragazzi chiedo di avere tanto coraggio, perché se ci intimoriamo rischiamo davvero grosso''.

E questo coraggio è venuto fuori a Caldine: ''Non solo – argomenta – anche a Spoleto, in casa contro il Sansepolcro abbiamo fatto buone partite senza poi guadagnare in termini di risultato. La vittoria ci rende i giusti meriti''.  Tuttavia il calendario pone la Flaminia di fronte alle prime della classe: in sequenza al Madami verranno a far visita Pianese e Foligno: ''E ce la giocheremo anche con loro – conclude - così come abbiamo fatto e faremo con tutte le nostre avversarie. Certo in casa ci vuole più qualità, che al momento ci manca. Quando giochiamo in trasferta posso sfruttare gli spazi che si creano, ma io sono convinto che solo restando sereni potremo fare qualcosa di buono''.





Facebook Twitter Rss