ANNO 9 n° 21
Protettori con spranghe e asce per vendicare la prostituta aggredita
A Orte è guerra tra bande rivali per l’aggiudicazione delle piazzole, in 5 alla sbarra
09/01/2019 - 06:29

ORTE – (b.b.) Sfruttamento della prostituzione, a Orte è guerra tra bande per l’aggiudicazione delle piazzole più vicine al casello dell’Autostrada.

A finire in manette cinque protettori, tutti di nazionalità rumena che avrebbero costretto alcune ragazze connazionali a prostituirsi e, non contenti, si sarebbero scagliati contro i rispettivi clan rivali per appropriarsi delle zone più ''frequentate'' e ''produttive''.

Ora davanti a collegio di giudici viterbese devono tutti rispondere di favoreggiamento della prostituzione, minacce, lesioni e tentata estorsione.

A far scattare le indagini un primo episodio del gennaio del 2014: ‘’Ci hanno chiamato dalla centrale per intervenire nei pressi del casello – ha spiegato in aula il maresciallo maggiore della caserma di Orte – al nostro arrivo abbiamo fermato due uomini armati fino ai denti si coltelli, spranghe, bastoni, piedi di porco e asce. Erano lì per vendicare una loro lucciola, che nei giorni precedenti aveva subìto un’aggressione’’.

A picchiarla e minacciarla, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i protettori di un’altra giovanissima prostituta dell’Est Europa che avrebbe ''senza alcun diritto'' occupato la sua piazzola.

''Se non te ne vai da qui, ti ammazziamo'' le avrebbero detto, puntandole una pistola contro.

Da quel momento, un’escalation di vendette, ritorsioni e minacce che hanno portato all’arresto di cinque uomini appartenenti a clan rivali, ma secondo la Procura colpevoli dello stesso reato. Ora sono tutti a processo.

Ieri è stata la volta dei testimoni dell’accusa, a giugno, per la prossima udienza, si tenterà di portare in aula le due giovanissime vittime, di cui da tempo non si hanno più tracce.







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