ANNO 7 n° 323
''Pronto soccorso, forse manca la volontà di far andare bene le cose''
NurSind risponde a Sabatini
09/08/2017 - 09:58

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo dal dottor Alessandro Schilirò, segretario territoriale di NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, la risposta a quanto dichiarato dal consigliere regionale Daniele Sabatini in merito al pronto soccorso dell'ospedale Belcolle:

Con la presente, in qualità di segretario territoriale NurSind di Viterbo, intendo dare seguito alla problematica del pronto soccorso dell'ospedale Belcolle sollevata dal consigliere regionale di Federazione della libertà Daniele Sabatini, a mezzo di lettera pubblicata sui quotidiani web viterbesi in data 07/08/2017.

Mi rivolgo direttamente a lei, consigliere Sabatini, prendendo spunto dalla sua lettera dove fa presente la grave carenza di personale che incombe al pronto soccorso e purtroppo è palese che i livelli essenziali di assistenza sono ormai diventati un'utopia.

Quello su cui però vorrei disquisire è la parte in cui le chiede fortemente aiuto alla Regione Lazio.

Ebbene, personalmente mi sento di domandarle in prima battuta se mai qualcuno si sia preso la briga di verificare se a livello locale, per meglio dire aziendale, vengano adottate tutte le misure di buona amministrazione e trasparenza nei confronti del personale.

Come sindacato degli infermieri e per gli infermieri devo dire che sono amareggiato, come lo sono tutti i miei colleghi precari di serie B, che nonostante precise autorizzazioni regionali a fronte della garanzia dei Lea sono stati deliberatamente cessati dall'incarico senza motivata giustificazione ma nel pieno di un'emergenza sanitaria, ragione principe assunzionale.

Nella specifica realtà del pronto soccorso almeno dieci infermieri rispettavano i requisiti del Dca 573 del 3/12/2015/ e del successivo Dca 386 del 07/12/2016, ma come detto sono cessati e nessuno li ha prorogati a differenza di altri nelle pari condizioni contrattuali richieste da succitati Dca.

Secondo lei è totalmente colpa della Regione Lazio se vige questa carenza di personale?

Se la pubblica amministrazione che dovrebbe dare l'esempio, adotta due pesi e due misure a pari condizioni be' mi sento di ripetere che forse sarebbe opportuno applicare dovute verifiche a livello locale sulle modalità di assunzione, proroga e gestione del personale.

Quei dieci infermieri probabilmente avrebbero dato una mano alla situazione attuale secondo lei? Secondo il mio modesto parere si.

Il problema è solo un altro, forse spesso manca la volontà di mandare bene le cose.

Ho perso il conto degli innumerevoli tentativi con la Regione Lazio di poter venire a capo di questa fantascientifica e aberrante vicenda, sa cosa mi sono sentito rispondere? ''Le Asl hanno una loro autonomia e la Regione non può intervenire sulle modalità da loro adottate''. Se questa è la pubblica amministrazione!

Questa organizzazione sindacale si mette a sua disposizione se volesse prendere conoscenza maggiore di quanto in poche righe riportato, magari anche attraverso un incontro.

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