ANNO 10 n° 23
''Promettono di non far pagare l'acqua, invece servono investimenti''
Nocchi al convegno del Biodistretto: ''Rete idrica colabrodo. E serve una campagna per ridurre i consumi''
08/12/2019 - 07:02

VITERBO - Acqua, Pietro Nocchi controcorrente. Mentre il Comune di Viterbo e quello di Civita Castellana hanno approvato nei giorni scorsi mozioni contro nuovi aumenti delle tariffe e mentre tanta gente è alle prese con bollette con importi astronomici senza capire spesso a cosa sarebbero dovuti, ieri il presidente della Provincia ha attaccato quegli amministratori che per farsi rieleggere – questo il senso delle sue parole – prometterebbero di non far pagare l’acqua ai cittadini. Quando invece, sempre secondo lui, servirebbero investimenti per mettere a posto la rete idrica, ridotta a un colabrodo.

Nocchi è intervenuto alla sala conferenza di Palazzo Gentili in apertura del convegno intitolato ''Acqua, bene essenziale'', organizzato dal Biodistretto della Via Amerina e delle Forre: ''La nostra provincia – ha spiegato - è composta da 60 comuni. Oltre a essere un Ato debole, abbiamo la debolezza di non essere uniti, ognuno va per la propria parte, a volte solo per un discorso politico. Per dire ai cittadini: non vi facciamo pagare acqua così ci rieleggete. Questa cosa non serve più. Se vogliamo garantire un sistema idrico funzionale pronto ad affrontare ad affrontare il rischio di quella che Papa Francesco ha definito la grande guerra dell’acqua, servono strutture per proteggere il bene che abbiamo. La vera battaglia è per non perdere questo bene''.

Due quindi, secondo il presidente della Provincia, le azioni da intraprendere: la prima riguarda una grande campagna di sensibilizzazione per la riduzione del consumo idrico. ''Penso - ha aggiunto – a una iniziativa simile a quella che si fa per l’energia elettrica, 'Mi illumino di meno’. Dire ai nostri cittadini quali sono le buone prassi, per ridurre i consumi, e che così facendo si riducono i costi delle bollette. Dall’altra parte a grande investimenti per ridurre la dispersione d’acqua lungo la nostra rete idrica, che al momento si aggira intorno al 40 per cento''.

''Servono strutture idriche in grado di proteggere questo bene – ha aggiunto -. La vera battaglia è per non perdere il bene che abbiamo sotto il nostro terreno. Che è vero, non si vede, e che per questo non porta consenso, ma è indispensabile''.






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