ANNO 9 n° 113
Prezzo del latte, monta la tensione anche nella Tuscia
Gli allevatori locali solidali con i pastori sardi chiedono interventi anche nel Lazio
10/02/2019 - 02:30

di Monica Di Lecce

VITERBO – Gli allevatori della Tuscia solidarizzano con i pastori sardi che stanno protestando per il crollo del prezzo del latte. Protesta che venerdì è culminata con il blocco della Statale 131 e lo sversamento sulla strada di migliaia di litri di prodotto appena munto e trasportato nelle autocisterne dirette ai caseifici. Nei video, che hanno fatto il giro della rete, allevatori aprono i rubinetti delle loro cisterne e lasciano scorrere a terra il latte, urlando la propria rabbia per la remunerazione del prodotto ritenuta troppo esigua per poter rientrare con le spese.

Un tema che ha colpito nel vivo anche i produttori della Tuscia che hanno manifestato la loro solidarietà ai colleghi.

''Il tema del prezzo del latte ci accomuna tutti – dice Pietro Zizi – nella Tuscia il prezzo in un anno è crollato di quasi 10 centesimi. Una contrazione importante che ha pesanti ricadute sulla tenuta delle aziende locali''.

Già qualche mese fa un altro allevatore, Ettore Paggio, che ora si unisce al coro delle proteste, aveva spiegato a Viterbonews24 che a fare il prezzo ''non siamo noi. Sono anche le grandi catene di distribuzione''.

''La problematica – continua Pietro Zizi – è sentita quanto in Sardegna ma non possiamo attuare quella forma di protesta dei nostri colleghi perché lasciar scorrere il latte a terra significherebbe un danno enorme per le nostre aziende''.

Zizi tocca anche il tema delle importazioni e della necessità di una tutela per le produzioni locali: ''Vanno a prendere il latte all’estero. Perché non c’è nessuna iniziativa a sostegno del latte italiano? Un latte di qualità''.

Quella del prezzo del latte è una problematica che si aggiunge alla questione, ancora non risolta, degli assalti dei lupi. Gli allevatori della Tuscia sono ''stremati''.

Prima di arrivare alle forte estreme di protesta che si stanno registrando in Sardegna, frutto anche della disperazione, gli allevatori della Tuscia auspicano un intervento a livello locale delle istituzioni, delle associazioni di categoria, delle organizzazioni sindacali affinché prendano una posizione in sostegno degli allevatori e favoriscano interventi per risolvere il problema del deprezzamento del latte.

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