ANNO 10 n° 55
''Prestito a Talete, servirà una montagna di carte''
L'aumento delle tariffe non è bastato a convincere l'Arera. Conti, progetti e piani della società ai raggi X. Sindaci delusi, fiducioso Bossola
25/01/2020 - 06:56

di Simone Lupino

VITERBO - Prestito a Talete, l’aumento della tariffa dell’acqua approvato a fine anno dai sindaci dell'Ato non basterà a sbloccare nell’immediato la richiesta di prestito all'Arera, da cui dipende, in caso positivo, l'automatica entrata in vigore dei rincari stessi.

La delegazione di amministratori della Tuscia che ha partecipato ieri mattina alla riunione a Roma per conoscere a che punto fosse la pratica relativa ai 40 milioni indispensabili per risanare la società di via Romiti e avviare gli investimenti per la rete, è tornata in terra di Tuscia delusa rispetto alle aspettative che circolavano alla vigilia dell’incontro. Arera vuole tempo per passare ai raggi X i conti della società e per conoscerne meglio piani e progetti industriali. Quanto ci vorrà al momento nessuno lo sa.

Di tutt’atro umore, invece, appariva ieri il presidente del consiglio di amministrazione della Talete, Andrea Bossola, anche lui presente al vertice romano: ''So come vanno queste procedure - ha spiegato Bossola a viterbonews24 - . E’ stato solo il primo incontro di un percorso che si spera di accelerare il più possibile. Per ora abbiamo concordato le fasi tecniche indispensabili per giungere a questo prestito. Si parte subito, dalla prossima settimana. Bisognerà produrre una montagna di carte, anche perché per alcuni investimenti che vogliamo realizzare non ci sono ancora i progetti pronti''. Bossola si è detto sicuro: ''Entro la fine dell’anno i soldi ce li danno''.

Oltre ai sindaci, alla Talete e al presidente della Provincia Nocchi all’incontro c’erano anche rappresentanti della Regione. La cifra che Talete chiede in prestito si aggira intorno a 40 milioni. I soldi, qualora dovessero arrivare, saranno prelevati da un fondo speciale custodito presso Csea, la Cassa per i servizi energetici e ambientali. Fondo che viene rimpinguato continuamente da una quota delle tariffe che i cittadini pagano per i servizi pubblici gestiti da Arera.

''Prima di concedere un prestito procedono con molta cautela - ha spiegato sempre Bossola -. Vengono fatte numerose valutazioni per essere sicuri che quei soldi poi rientreranno. Ma ripeto, io sono fiducioso. Arera in sostanza ci ha detto: 'vogliamo verificare che siete veramente virtuosi, quando lo avremo verificato faremo quello che ci compete''. E ha concluso: ''Cio che spero, è che tutti sappiano che tutto questo viene fatto nell’interesse dei cittadini, affinché un giorno i loro figli aprendo il rubinetto non corrano il rischio di non veder scorrere l'acqua”.






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