ANNO 9 n° 259
Pirozzi un mostro? Sì, ma di ironia
Il tecnico gialloblu risponde con stile (e con una maglia) agli attacchi ''romani''
16/11/2013 - 15:54

VITERBO – (An. Ar.) E’ il Sergio Pirozzi di sempre. Quello che a certi attacchi e a certe manovre risponde con stile e ironia. Una leggerezza, fuori dal campo, che però si unisce ad una disciplina e uno spiccato senso del lavoro quando si fa calcio sul serio. Così nell’allenamento di rifinitura di questo pomeriggio allo stadio Rocchi, ecco la maglietta autoironica che non ti aspetti: “Il mostro del calcio”, con la sua facciona stampata sopra. Così lo staff della Viterbese ha voluto sottolineare la sua completa stima e fiducia nei confronti dell’allenatore di Amatrice, che negli ultimi giorni è stato vittima – suo malgrado – di attacchi insensati e infondati da parte di un quotidiano non viterbese.

Il giornale ha lanciato accuse pesanti: liti nello spogliatoio, gruppo spaccato, malumori con il preparatore atletico Cristiano Giovannini. Tutte chiacchiere. Nessuna lite tra giocatori e tecnico della Viterbese: semmai confronti seri e civili – tra professionisti – specialmente dopo la sconfitta di due settimane fa Montefiascone. Poi tutto chiarito, e tutti d’un sentimento per andare a vincere questo campionato. E infatti nessuno dei giocatori citati dall’articolo è stato messo fuori squadra, anzi molti hanno giocato sia in campionato contro il Montecelio (la Viterbese ha vinto 6-2, per chi se ne fosse dimenticato), sia mercoledì scorso in Coppa Italia. Altra assurdità: tra il tecnico e il preparatore Giovannini ci sarebbero dei problemi. Balle colossali, visto che Giovannini è stato voluto proprio da Pirozzi (anche perché il precedente preparatore non è che avesse fatto chissà quali magìe…) e lo stesso allenatore lanciò il prof ai tempi della C2. Tra i due professionisti c’è una stima e un’amicizia che va anche oltre al calcio, e questo a Viterbo lo sanno tutti, mentre a Roma probabilmente lo ignorano, o fanno finta di ignorarlo, che è più comodo.

Così la maglietta celebrativa sfoggiata oggi, un classico dello stile Pirozzi, e anche un pepato post sul suo profilo Facebook, intitolato “Il mostro di Amatrice”: “Negli ultimi giorni un noto giornale sportivo romano, che negli anni ho apprezzato per la capacità di fare informazione e dare un servizio di qualità a tutti gli amanti dello sport cosiddetto minore, ha deciso di stupirmi con effetti speciali, schiaffando in prima pagina la mia foto con un titolo a caratteri cubitali che informava di un presunto caos che avrebbe assalito la Viterbese Calcio. Al di là del fatto che simili sparate mi fanno sempre sorridere, ci tengo a sottolineare un paio di questioni per aiutare il lavoro dei giornalisti, che, si sa, non possono mica controllare tutto quello che scrivono… Diciamo che non sono proprio due giorni che faccio l’allenatore e in tutto questo tempo non mi è mai capitato di litigare con un giocatore, anche perché oggettivamente credo che con le parole si possano ottenere molti più risultati che non con le maniere forti… E poi non scherziamo, potrei mai venire alle mani con un giovane e aitante calciatore? Rischierei perfino di prenderle! Mi piacerebbe poi che, come si faceva ai miei tempi, i giornalisti studiassero un po’ di “storia calcistica” prima di scrivere sciocchezze. Prendiamo l’affaire Giovannini, ad esempio, il preparatore atletico che secondo quello che è stato scritto avrei messo da parte attuando una sorta di mobbing… E sapete perché? Perché sarei offeso di non averlo scelto personalmente, di non aver avallato la sua figura... Evidentemente all’investigatore-giornalista convinto di aver scovato il celeberrimo mostro di Amatrice, in visita a Viterbo, non hanno detto che lo stesso Giovannini è stato il mio preparatore proprio a Viterbo nell’anno di serie C, e che a lui mi lega un profondo rapporto di amicizia oltre alla ben nota stima professionale reciproca (non a caso, Cristiano è stato una delle prime persone a congratularsi con me dopo il mio arrivo a Viterbo). Ma questi, si sa, sono dettagli… Ciò che invece risulta piuttosto evidente è che queste chiacchiere sono state studiate ad arte per mettere in scena un tentativo subdolo e meschino di destabilizzare l’ambiente della Viterbese, magari a favore di altre compagini più simpatiche all’elite del giornalismo romano dal quale provengono le notizie di cui sopra. A questo punto mi sento di dare un consiglio alle forze dell’ordine e agli inquirenti che ancora oggi si occupano di quelli che nei telefilm americani chiamano Cold Case, i casi irrisolti degli ultimi 25-30 anni (eh sì, per i precedenti ero un po’ troppo giovane). La strage di Ustica, il delitto di Via Poma, il caso di Garlasco o quello di Yara Gambirasio… Ce ne sono un bel po’, ma se cercate un colpevole per tutti i crimini che vi vengono in mente eccomi qua, il celeberrimo Mostro di Amatrice, che ve ne pare di questa soluzione? Facile, no?”

Il post è stato subito condiviso da tanti tifosi, quelli che stimano e conoscono da una vita Pirozzi. Il quale ora è concentratissimo sulla gara di domani a Monterosi, e che carica così i suoi: “Avanti leoni”. Un mostro, sì, ma di grinta e di voglia di vincere.





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