ANNO 9 n° 237
Per la Viterbese corteo, bandiere e...
Fervono i preparativi dei tifosi per la sfida decisiva col Cynthia

 

VITERBO – Per le vie e per le piazze della loro città, abbracciati come un sol uomo, naturalmente il dodicesimo. Così i tifosi della curva nord hanno intenzione di festeggiare domenica l'eventuale (quanto auspicabile) promozione della Viterbese in Lega Pro. Con un corteo che, al termine della partita col Cynthia, partirà dallo stadio Rocchi e attraverserà buona parte della città, entrando nel centro storico da porta Fiorentina e poi scendendo giù, verso piazza del Teatro, e ancora il Corso, piazza del Comune, fino ad arrivare in piazza Unità d'Italia.

Il percorso non è casuale. Intanto per la toponomastica e i luoghi simbolici. Intanto lo stadio, la casa di tante domeniche di partite e sofferenze, di cori e bandiere e striscioni, di vittorie (specie quest'anno: nessuna squadra ha ottenuto i tre punti al Rocchi), di amicizie nate e rafforzate, e chissà pure di storie d'amore. Poi via della Palazzina, la strada di casa, il bar dello Stadio luogo di appuntamenti e di attese. Quindi il centro storico, la Viterbo che fu, quella che si rivoltò alle truppe pontificie e ai reggimenti francesi, quella dei viterbesi veri, tigna, poche scene e Santa Rosa. Infine piazza Unità d'Italia, nata di recente, ma suggestiva perché è un anfiteatro naturale, un piccolo stadio – con tanto di tribune – nel cuore della città. Ma non è soltanto questo: lo stesso corteo si svolse il 1 maggio di due anni fa, per festeggiare un altro trionfo, magari più piccolo – perché in scala regionale -, ma che se vogliamo fu l'inizio di tutto questo: la vittoria nel campionato d'Eccellenza. Allora, alla sfilata s'aggiunsero e si mischiarono anche tantissimi protagonisti sul campo di quel campionato, e molti membri dello staff tecnico e dirigenziale, in un abbraccio indimenticabile. E insomma: le vittorie della nuova Viterbese, quella spavalda e forte targata Camilli hanno già trovato un rito per essere celebrate, nella speranza che nei prossimi anni questa cerimonia possa ripetersi anche per successi ancora più prestigiosi.

Ma in questi giorni tutta la Viterbo pallonara sembra ribollire di iniziative, al netto di una certa scaramanzia che fa parte del gioco e della psicologia del tifoso, che sia gialloblu o della nazionale d'Islanda. I balconi di mezza città si stanno riempiendo di bandiere, grazie alla bella iniziativa di Paola Piacentini e di Alessandro Pierini, e delle rispettive, seguitissime, pagine Facebook. Anzi, qualche bandiera è andata letteralmente a ruba, come quella esposta dalla mitica Aldera all'esterno del bar dello Stadio. Al di là del gesto di inciviltà, una piccola consolazione: tre anni anni nessuno si sarebbe mai sognato di rubare una bandiera della Viterbese…

E non finisce qui. Tra chi progetta di ricoprire di gialloblu il campanile di Civitella d'Agliano (noto feudo di tifosi della Viterbese, e chi è in silenzio stampa propiziatorio, ecco che anche il Comune sta pensando a come rendere il dovuto omaggio ai leoni. In forma ufficiale e solenne, certo, ma con modalità ancora top secret. Neanche il sindaco, incalzato da Viterbonews24, si sbilancia: ''Posso solo dire che domenica sarò allo stadio'', dice un sibillino Michelini, che con la seconda presenza consecutiva al Rocchi centrerà comunque il record personale di assiduità. A proposito: da Palazzo dei priori garantiscono che la restituzione dei soldi anticipati da Piero Camilli per l'impianto di videosorveglianza sia questione di ore.

Per tutto il resto, festeggiamenti compresi, si accettano naturalmente tutti i debiti scongiuri. Perché senza scaramanzia, che calcio sarebbe?





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