ANNO 8 n° 109
Paola Celletti è il candidato sindaco
di Lavoro e beni comuni
Presentata la bozza di programma in 6 punti, lista candidati ancora aperta
13/04/2018 - 18:55

VITERBO – (aml) Territorio e ambiente, in cui rientrano questione termale, ciclo dei rifiuti e dell’acqua e agricoltura; Assetto urbano, frazioni e trasporti pubblici; Sanità; Diritti civili e solidarietà; Promozione di una partecipazione critica alla vita culturale della città; Lavoro e formazione per un’economia sostenibile.

Queste le sei macro aree che sintetizzano il programma illustrato nella sala conferenze di Palazzo Gentili dalla lista Lavoro e Beni comuni in cui confluiscono Solidarietà cittadina e Rifondazione.

Piero Arcangeli aprendo la conferenza attacca stigmatizzando la situazione che ''a due mesi dalle elezioni si presenta tra il grottesco e il tragico. Oggi presentiamo la bozza di programma, sintesi di mesi di lavoro e di approfondimenti tecnici, ma ancora aperta alle indicazioni che perverranno dalla partecipazione diretta e dalle assemblee pubbliche''.

Presenta quindi la candidata sindaco: Paola Celletti. ''La nostra lista nasce con il presupposto di non appoggiare nessuna lista che candidi quelli che hanno comandato in questi anni. Né con il Pd di Fioroni che ha distrutto la città, né con la destra o Michelini. E’ necessario e urgente un cambio di passo''.

Passa poi a sottolineare i punti fondanti del programma. ''Il lavoro è il nostro primo obiettivo ma quello pieno di diritti. – dichiara forte della sua esperienza sindacale – Il territorio ha mille risorse, a iniziare dal termalismo, e può offrire occupazione''. In particolare sul termalismo e sulle ex terme Inps, cavallo di battaglia da anni di Solidarietà cittadina: ''Viterbo è l’unica città termale che non ha una convenzione con l’Inps. Convenzione che è tra le priorità, una misura immediata che non ha bisogno di stanziamenti. Inaccettabile che siano passati 25 anni dalla chiusura dello stabilimento, avvenuta sotto la giunta Fioroni, con la perdita di 200 posti di lavoro tra fissi e stagionali. E Michelini non ha ancora fatto uscire il bando per le ex terme''.

No alle esternalizzazioni di servizi pubblici con particolare riferimento alla gestione raccolta rifiuti.

Sanità: ''Le chiusure di strutture pubbliche nella provincia, iniziate dalla Polverini e proseguite da Zingaretti, hanno fortemente penalizzato la nostra terra. Il sindaco di un capoluogo deve assumersi la responsabilità di rivendicare una sanità adeguata alla vastità del territorio, e la stessa pressione sulla Regione deve riguardare anche i trasporti. Viterbo è l’unico capoluogo di provincia che dispone di un solo binario ferroviario. Le giunte succedutesi sinora sono state completamente silenti di fronte ai problemi di migliaia di pendolari e di studenti''.

Focus dell’ingegnere Daniele Cario sulle proposte relative ad assetto urbano e territorio che sottolinea come ''Viterbo da 30 anni ha 60mila abitanti e questa è testimonianza di una città che non cresce. Il centro storico in meno di 10 anni è passato da 20mila residenti a 6000, ufficialmente perché in realtà sono molti di più con affitti in nero''.

Diverse secondo Cario le mancate opportunità. E stigmatizzando come ''da oltre 35 anni Viterbo ha un piano regolatore obsoleto, faceva più comodo intervenire con piani integrati'' avanza le proposte di Lavoro e Beni comuni: da un nuovo piano regolatore alla riqualificazione delle aree agricole, recupero del centro storico con incentivi ai proprietari e agli artigiani, dalla riqualificazione edilizia del quartiere di S. Faustino e della zona di via Mazzini al potenziamento e raddoppio della ferrovia Viterbo Roma con interramento da porta Romana a poco oltre porta Fiorentina ''previsto già negli studi, costati 100mila euro, elaborati dai saggi all’epoca della giunta Gabbianelli'', spostare anche il tratto della ferrovia Roma nord al Poggino “per ricollegare Ellera e Capretta al resto della città, uno studio già fatto prevede la realizzazione di tre binari interrati per un costo di 25 milioni di euro che dovrebbero essere a carico di Ferrovie dello Stato, del Comune e di privati''.

Tra le altre proposte: creare un sovrappasso da S. Barbara a S. Lucia con semianello, costo 4 milioni di euro, per smaltire il pesante flusso di traffico, la creazione di un centro agroalimentare “di cui si parla dal ‘86’ alla Volpara ''170 ettari di proprietà comunale che potrebbero ospitare anche i silos dei mulini di Pianoscarano realizzando così un polo alimentare con possibilità di industrializzare la zona e creare occupazione e lavoro''. Alla Volpara Cario porterebbe anche lo stadio perché in caso di partite ''si creano pesanti disagi sia alla viabilità che alle zone limitrofe e lo spostamento potrebbe anche consentire di ampliare Pratogiardino''.

Presenti all’assemblea anche Luca Telli e i rappresentanti di diversi comitati di lotta per l’ambiente, l’acqua pubblica e sanità.






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