ANNO 9 n° 326
Pagamenti online: tra metodi classici e novità
Internet e gli acquisti: un nuovo mondo da esplorare
23/10/2019 - 17:59

Che Internet abbia cambiato molte cose nell’approccio alla vita e alle cose è ormai un dato di fatto.

Tra i settori, facenti parte della vita quotidiana, modificati dall’arrivo del web in modo sostanziale, c’è quello degli acquisti e delle compravendite online.

Non soltanto sono cambiati infatti i dati di acquisto di servizi e beni, ormai divisi tra portali e siti web e negozi fisici, ma anche l’organizzazione delle imprese, sempre più votate all’online, nonché le figure professionali connesse al mondo del lavoro, la pubblicizzazione dei prodotti, e, ultime ma non meno importanti, le diverse modalità di pagamento degli stessi.

In particolare, a fronte di una spesa italiana in e-commerce B2C pari, nel 2018, a 40 miliardi di euro (con una crescita di 18 punti percentuali rispetto al 2017), ecco quali sono i settori merceologici e di servizio più graditi dagli internauti dello Stivale, almeno stando ai numeri di Casaleggio Associati:

● Tempo Libero (41%)

● Turismo (con una crescita di 9 punti in percentuale)

● Salute e bellezza (incremento del 23 per cento)

● Cibo (+ 18 punti percentuali)

 

Ma quanto ai sistemi di pagamento?

I più utilizzati in generale, per le transazioni via web, sono:

● Carte di debito

● PayPal

● Carte prepagate, alcune dotate di codice IBAN per i bonifici

● Bonifico bancario

● Contrassegno

 

Si tratta di sistemi diversi, alcuni prestati al digitale, con diverse modalità di invio del denaro e anche differenti garanzie in merito alla sicurezza della transazione.

Se le carte di debito (che taluni identificano con il famoso Bancomat), con addebito immediato sul conto corrente, sono molto utilizzate, sia online che offline, le carte prepagate permettono un addebito immediato sulla carta stessa, con una sicurezza dovuta al fatto che l’importo spendibile tramite le stesse sarà pari a quello precedentemente ricaricato.

Il bonifico bancario e il contrassegno sono metodi già conosciuti dalla maggior parte degli utenti e dei compratori virtuali, anche da coloro che sono poco avvezzi all’uso del web: il primo, pur essendo piuttosto sicuro e diffuso, pone il problema della lentezza della transazione, mentre il secondo non è sempre accettato dai venditori telematici e, in ogni caso, spesso ad esso vanno sommate le spese di spedizione.

In Italia, come nel mondo, sta crescendo intanto, con oltre 250 milioni di utenti, l’utilizzo di PayPal, forse anche perché garantisce transazioni conservando l’anonimato - dato che non vengono richieste coordinate o numeri di carte di credito -.

Sono molti, quasi tutti, i venditori o i portali che accettano questo sistema di pagamento, da coloro che vendono abbigliamento firmato a quelli che commercializzano prodotti per la casa - tanto per fare riferimento ai settori di vendita più richiesti -, passando per i servizi di intrattenimento: anche le scommesse sportive si possono effettuare con PayPal così come la sottoscrizione di abbonamenti a canali in streaming on demand.

 

Tutti i dati della situazione in Italia

Quanto alla situazione italiana, nello specifico, rispetto al trend delle transazioni monetarie online, pare che la maggior parte dei pagamenti avvenga ancora tramite contanti, almeno secondo l’Osservatorio della Community Cashless Society. In ogni caso, stando all’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, il trend è in netta crescita, visto che nell’anno 2017 le transazioni monetarie via web hanno raggiunto i 220 miliardi di euro, con un 6,7 per cento riferito agli acquisti effettuati via mobile, probabilmente anche grazie all’adesione dell’Italia alla direttiva Ue sui servizi di pagamento (ovvero la PSD2- Payment Service Directive), e grazie anche alla crescente diffusione di dispositivi mobili come, ad esempio, gli smartphone, di cui ormai moltissime persone sono in dotazione.

A questo, a monte della situazione, si deve sommare anche una crescente digitalizzazione italiana in termini di infrastrutture al cittadino, come ad esempio la possibilità di accedere a Internet, in modo sempre più veloce, grazie a strumenti come la fibra ottica. Da Nord a Sud sono in aumento le iniziative di questo genere, visto anche che, secondo uno studio Idate reso noto durante la FTTH Conference di Amsterdam, la crescita italiana in tale comparto è del 43 per cento e oltre, a fronte di una media degli altri paesi d’Europa pari al 15 per cento. Un dato che fa ben sperare, visto che le infrastrutture sono necessarie all’utilizzo ottimale dei servizi web, transazioni incluse. 






Facebook Twitter Rss