ANNO 9 n° 78
Organizza funerali per i suoi vicini di casa, presunto stalker a processo
Il 31enne deve anche rispondere di procurato allarme: spacciandosi per un compaesano, avrebbe confessato un accoltellamento
16/03/2019 - 06:15

GRAFFIGNANO – (b.b.) Avrebbe organizzato funerali per i suoi vicini di casa, che, del tutto ignari di quali fossero i suoi piani, si sarebbero ritrovati i necrofori alla porta, pronti a portare dentro bara e candele per la veglia. Ma non solo, avrebbe anche ordinato a loro nome dei mobili e, spacciandosi per un suo compaesano, avrebbe chiamato i carabinieri dicendo loro di avere appena accoltellato un uomo.

Per questo ora un 31enne di Sipicciano deve rispondere di stalking, molestie e procurato allarme: ieri di fronte al giudice Gaetano Mautone si è aperto il procedimento a suo carico.

Tra i documenti che il pubblico ministero ha depositato agli atti del processo una lunga lista di telefonate con le quali l’uomo avrebbe più volte tentato di mettersi in contatto con le sue vittime. Sei in totale le persone che hanno sporto denuncia, di cui quattro si sono costituite parti civili. Per tutto quello che sarebbero state costrette a subire ora chiedono giustizia e auspicano in un risarcimento danni.

Nel marzo del 2016 l’uomo M.M., nato e residente a Sipicciano, si sarebbe reso protagonista di numerosi episodi dai tratti tragicomici. Avrebbe chiamato i carabinieri per sedare una rissa inesistente. Avrebbe confessato un accoltellamento mai avvenuto, spacciandosi per un vicino di casa. Avrebbe imbrattato con della vernice verde le tombe di famiglia di due compaesani. Avrebbe ordinato a loro nome servizi funebri e mobili di casa.

Come si legge nell’avviso di conclusione delle indagini a suo carico: ''si sarebbe sostituito alle loro persone, effettuando a loro nome o ai loro danni volture di utenze elettriche o telefoniche, richieste di servizi funebri, di carro attrezzi, di vendita di abitazioni, di segnalazione guasti, di intervento del 118, ordini di mobili ed imbrattando con vernice verde e danneggiando le tombe di famiglia di due parti offese''.

Da qui il rinvio a giudizio e il processo, che entrerà nel vivo a fine gennaio del 2020.







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