ANNO 9 n° 231
Omicidio del Suffragio, sfuma il processo a Stefano Pavani?
Il 32enne non sarebbe capace di intendere e di volere, oggi sarà comunque in aula per il rito abbreviato
13/02/2019 - 07:06

VITERBO - (b.b.) – Stefano Pavani sarebbe incapace di intendere e di volere. Ma soprattutto un ragazzo socialmente pericoloso. Il 32enne accusato di aver ucciso a suon di pugni, calci e coltellate il 42enne Daniele Barchi e di averlo lasciato a terra esanime all’interno del suo appartamento in via Fontanella del Suffragio, 16, potrebbe per questi motivi non essere imputabile.

A sostenerlo la dottoressa Cristiana Moreira nelle oltre quattordici pagine di relazione depositate sulla scrivania del pubblico ministero Stefano D’Arma che nei mesi scorsi dispose diversi incontri con la specialista per delineare la personalità e lo stato mentale di Pavani al momento dell’omicidio.

Arrestato il 23 maggio del 2018 dalla squadra mobile, dopo due giorni di latitanza, è da allora recluso all’interno del carcere di Mammagialla: oggi sarà per lui il giorno del rito abbreviato. Una scelta processuale ben precisa, che permetterà al 32enne di beneficiare, in caso di condanna, dello sconto di un terzo della pena. Ma che il processo si apra e si arrivi a una sentenza è quantomeno improbabile: le conclusioni a cui il consulente tecnico della procura è giunto farebbero sfumare ogni tipo di imputabilità.

''All’epoca dei fatti Stefano Pavani era affetto da infermità di mente, con disturbo della personalità, in misura tale da far scemare grandemente la sua capacità di intendere e di volere'' si legge nella relazione a firma della dottoressa Moreira. Ma non solo. Proprio per le sue condotte di vita, anche antecedenti al massacro della notte tra il 20 e il 21 maggio del 2018, sarebbe un soggetto socialmente pericoloso. Pavani avrebbe vissuto gran parte della propria esistenza nel totale ''impoverimento affettivo'' e all’interno di una ''grave disgregazione socio-ambientale e famigliare'' che ad oggi lo renderebbero pericoloso in senso psichiatrico.

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