ANNO 9 n° 262
''Ogni anno ci sono duemila nuovi casi di cancro''
Consiglio straordinario, i dati forniti dalla dottoressa Angelita Brustolin, responsabile del Registro Tumori della provincia di Viterbo
12/07/2019 - 03:37

 

VITERBO - (a.v.) ''Ogni anno ci sono 2000 nuovi casi di tumori maligni''. La dottoressa Angelita Brustolin, responsabile del Registro Tumori della provincia di Viterbo, anticipa i dati che verranno presentati il prossimo 26 settembre al centro culturale di Valle Faul.

Lo fa durante il consiglio straordinario di ieri pomeriggio sui fattori di rischio per l'insorgenza della malattia nella Tuscia.  ''I più frequenti nella nostra provincia sono gli stessi che si verificano maggiormente in Italia: prostata, colon-retto e polmone nei maschi; mammella, colon-retto e polmone nelle donne'', spiega la dottoressa. ''Se guardiamo il trend negli anni, in particolare dal 2006 al 2014, si nota che l'andamento è in diminuzione, il tasso d'incidenza dei tumori nel nostro territorio è in linea con la media nazionale. Se facciamo un'analisi ancora più approfondita, inoltre, non si osservano differenze sostanziali tra le varie aree della Tuscia così come non si rilevano differenze di rischio significative'', aggiunge la Brustolin.

La specialista traccia poi un quadro della situazione viterbese rispetto al resto della penisola. Spiccano due cose. La prima è ''l'incidenza superiore al dato nazionale per due tipi di tumori, i melanomi cutanei e l'insieme delle forme leucemiche''. La seconda è ''il tasso di sopravvivenza rispetto alla media italiana che è superiore nelle donne mentre è inferiore negli uomini''. Alcuni fattori di rischio sono immodificabili, come l'età e la genetica, altri invece sì, ''come lo stile di vita – ricorda la dottoressa – A Viterbo il 56% della popolazione è formata da fumatori o ex fumatori, una percentuale superiore alla media regionale (47%) e nazionale (46%). Ci sono poi la sedentarietà e l'alimentazione scorretta. A questi si devono poi aggiungere i fattori ambientali tipici del nostro territorio, come il radon e l'arsenico nelle acque, e quelli inquinanti prodotti dall'uomo: sostanze chimiche, pesticidi, solventi e gas di scarico'', conclude la Brustolin.






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