ANNO 16 n° 157
Oggi il processo d'appello per Camilli, domani torna alla sbarra Bonucci
Le sentenze della Corte Federale attese per giovedì o, al più tardi, per venerdì
20/08/2012 - 04:00

VITERBO – Sarà uno dei giorni più complicati della sua vita, peraltro costellata di successi, per Piero Camilli, presidente del consiglio provinciale di Viterbo, sindaco di Grotte di Castro e patron del Grosseto Calcio. In quest’ultima veste, oggi comparirà davanti alla ai giudici della Corte di giustizia federale per tentare di ribaltare la sentenza di prima grado che ha retrocesso la sua squadra dalla Serie B alla Lega Pro e ha inflitto a lui cinque anni di squalifica, per la presunta combine della partita Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010.

Lo staff dei difensori di Camilli, gli avvocati Mattia Grassani, Pierfrancesco Bruno ed Enrico Valentini, hanno depositato una replica di 50 pagine con la quale confidano di smontare una a una le argomentazioni del procuratore Federale Stefano Palazzi, recepite dai giudici di primo grado, sulle quali si basa la pesantissima condanna.

La linea difensiva non punta a negare che la gara sia stata alterata, ma la combine, sostengono, è maturata in “una realtà caratterizzata da consolidati quanto sciagurati legami di spogliatoio e ha avuto per protagonisti componenti di confraternita del malaffare”. Il tutto, sostiene il pool di avvocati, è avvenuto all’insaputa di Camilli. Insomma, il presidente del Grosseto che, come ha riconosciuto lo stesso procuratore federale, ha sempre mostrato un forte distacco rispetto ai suoi calciatori e allo staff tecnico, è stato “vittima” dell’atteggiamento illecito tenuto da alcuni componenti “infedeli” della squadra.

I difensori di Camilli puntano all’assoluzione piena. Nelle loro conclusioni, infatti, non compaiono né richieste di sconti di pena né di derubricazioni dell’accusa in contestazioni meno gravi rispetto all’illecito sportivo.

Domani, invece,sarà la volta del difensore centrale della Juventus e della Nazionale Leonardo Bonucci a comparire davanti ai giudici federali per il processo d’appello. Il calciatore di Pianoscarano, assolto in primo grado dall’accusa di illecito sportivo, è di nuovo sotto processo in quanto il procuratore Palazzi, che in primo grado aveva chiesto che fosse condannato a tre anni e mezzo di squalifica ,ha infatti impugnato la sua assoluzione. Nelle motivazioni dell’appello, Palazzi ha chiesto per Bonucci almeno un anno e mezzo di squalifica.

Bonucci era stato “rinviato a giudizio” nell’ambito del processo al calcioscommesse per violazione dell’articolo 7 del codice di giustizia sportiva in riferimento alla partita Udinese-Bari del maggio 2010. Secondo il suo accusatore, l’ex compagno di squadra Andrea Masiello, avrebbe preso parte a una combine che prevedeva il cosiddetto “pareggio con over”, cioè con almeno tre gol segnati, che avrebbe permesso agli scommettitori illegali di incassare grosse vincite. La gara finì effettivamente 3-3. Ma Bonucci ha sempre rigettato con decisione l’accusa. E i giudici di primo grado gli hanno creduto. Resta ora da vedere cosa decideranno i giudici d’appello. La sentenza è attesa per giovedì o, al più tardi, per venerdì. Solo allora il difensore viterbese saprà se domenica potrà disputare la prima gara del campionato di Serie A 2012-2013.

 

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