ANNO 9 n° 200
Nuova vita per le maioliche medievali dal Butto di Celleno Vecchio
Sabato l'inaugurazione della mostra al Museo della Ceramica della Tuscia
15/05/2019 - 15:00

VITERBO - Le ceramiche del ramo di Celleno della famiglia Gatti tornano a nuova vita nel museo della ceramica di Palazzo Brugiotti.

A Celleno Vecchio sono state recentemente rinvenute più di 50 maioliche di età medievale, in un antico butto - antica cisterna utilizzata nel medioevo per la raccolta di riufiuti domastici. In un primo momento i preziosi rinvenimenti verranno presentati nei prossimi giorni a Viterbo presso il Museo della Ceramica della Tuscia. Successivamente i torneranno a Celleno, nel museo diffuso in partenza nel comune della Teverina.

Sarà inaugurata sabato 18 maggio alle 18 a Viterbo, presso il Museo della Ceramica della Tuscia la mostra 'Le Maioliche Medievali dal Butto di Celleno Vecchio', organizzata dalla Fondazione Carivit nell'ambito della quinta edizione della manifestazione 'Buongiorno Ceramica!', la festa diffusa della ceramica italiana promossa dall'Associazione Italiana Città della Ceramica.

L'iniziativa è stata presentata questa mattina presso la sede della fondazione Carivit dal presidente della fondazione stessa e dal professor Romagnoli che ha curato il progetto.

L'allestimento presenta per la prima volta in esposizione 50 reperti di età medievale, recuperati e studiati nell'ambito di un accordo di collaborazione tra il DISTU, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e Comune di Celleno.

Il professor Romagnoli ha ringraziato la soprintendenza, la Carivit per l'appoggio al progetto e il Comune di Celleno che ha messo a disposizione le maioliche per questa mostra. ''Una mostra che arriva - ha detto il professor Romagnoli - a meno di un anno dall'inserimento di Viterbo tra i 34 centro attivit per la ceramica. Un'esposizione che dimostra come Viterbo fosse molto attiva in epoca medievale nella produzione della ceramica''.

Nel butto che era stato trafugato negli anni '70 e poi recuperato dalle forze dell'ordine e dalla sovrintendenza, sono stati rinvenuti 8000 pezzi di maioliche che sono stati catalogati e archiviati presso il laboratorio di archeologia dell'Unitus e poi restaurati.

Gli studi sul butto proseguiranno così come gli scavi.

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