ANNO 7 n° 88
''Non ce la beviamo'' chiama il Prefetto
Il comitato chiede l'intervento dell'autorità
17/03/2017 - 17:41

Riceviamo e pubblichiamo dal ''Comitato Non ce la beviamo''

VITERBO - Le modalità di vendita delle quote all’ACEA e la conseguente definitiva privatizzazione dell’acqua contrasta con norme statutarie , statali e regionali .

Il processo di cui Mazzola si sta facendo garante contrasta con la volontà popolare , espressa a larghissima maggioranza con il referendum sull’acqua pubblica , e consegna il nostro bene più prezioso a ACEA cacciata da Frosinone per gravi inadempienze .

Il Presidente dell’ATO non utilizzi la tecnica della rissa e risponda alle sollecitazioni contenute nella diffida perché questo è un suo preciso dovere  e perché l’acqua è un bene che appartiene a tutti i Cittadini  .

Alzare fumogeni , iniettare dubbi e fuggire di fronte a specifiche puntualizzazioni presentate in una formale diffida condivisa e partecipata da rappresentanti istituzionali di diversa provenienza culturale e politica è un gesto di arroganza che contrasta con il ruolo che Mazzola riveste .

Il Comitato acqua pubblica di Viterbo “Non ce la beviamo” chiede  l’applicazione  del la legge 5 , approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale , che prevede una gestione su bacini idrografici dove Comunità e Governi Locali , uniti in Consorzio , possano essere protagonisti nelle scelte strategiche di un bene comune indispensabile per la vita .

La diffida presentata chiede di  non procedere in contrasto con le norme e che l’eventuale decisione sia assunta dai Consigli ei singoli Comuni appartenenti all’ATO di Viterbo perché sia lo Statuto della Talete che il Testo unico Enti Locali li ritiene competenti in materia .

Sottrarre decisioni che spettano ai Consigli Comunali  è atto autoritario di sottrazione di  Democrazia , contrario alla legge e secondo il nostro parere perseguibile .

Chiederemo un incontro al Prefetto per rappresentare le nostre ragioni e chiedere il suo intervento per ripristinare la legalità .

Il nostro obiettivo resta quello di sottrarre l’acqua  al mercato e al profitto affinchè sia un bene di tutti e non un affare per pochi .

Fuori l’acqua dalla Talete e dall’ACEA .







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