ANNO 9 n° 260
Necropoli della Peschiera, conclusa la campagna di recupero
Il dott. Tizi: ''Scoperta un'area di cava di dimensioni vastissime''
16/08/2019 - 11:34

Riceviamo e pubblichiamo dal Gruppo Archeologico Città di Tuscania

TUSCANIA - Si è conclusa da pochi giorni la IIa Campagna di recupero e valorizzazione della Necropoli etrusca della Peschiera a Tuscania, un’attività promossa dal Gruppo Archeologico Città di Tuscania in collaborazione con il Comune di Tuscania e i Gruppi Archeologici d’Italia e d’intesa con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. Al termine di due settimane di duro lavoro nel sito archeologico, sotto la direzione del dott. Alessandro Tizi, Direttore del G.A. Città di Tuscania, coadiuvato dal Vicedirettore Franco Livi e dagli archeologi dott. Luca Lucchetti e dott. Tiziano Colagè, i volontari annunciano il raggiungimento di risultati eccezionali.

“L’intervento di recupero è stato molto complesso – commenta il dott. Alessandro Tizi – ma grazie alla presenza di così tanti volontari, provenienti da tutta l’Italia, è stato possibile cogliere risultati che hanno caratteri vicini all’eccezionalità. Per questo motivo siamo estremamente soddisfatti della Campagna di recupero e valorizzazione 2019, sotto diversi profili. In particolare dal punto di vista scientifico.

Tra il 23 luglio e il 3 agosto le attività di ripulitura effettuate in due settori della necropoli hanno permesso di individuare un’area di cava di dimensioni vastissime, che ipotizziamo possa essere riferibile alle attività edilizie nell’area cittadina. Una scoperta questa di eccezionale valore archeologico che potrebbe, ma siamo solo agli albori dello studio, condurci ad individuare le prime fasi estrattive del materiale lapideo utilizzato per i principali edifici pubblici e privati nell’area della città etrusca di Tuscania. Dall’analisi delle tracce sarà possibile ricostruire tutte le diverse fasi delle operazioni di estrazione dei blocchi e della loro lavorazione prima di essere trasportati nell’abitato. Il nostro compito sarà quello di confortare tale ipotesi con prove archeologicamente rilevanti e tentare di stabilire una datazione, operazioni molto complesse.

Nell’altro settore, invece, le operazioni di ripulitura per la creazione dell’area archeologica fruibile dal pubblico hanno condotto al recupero di parti di alcuni corredi dell’età orientalizzante (VIII-VII secolo a.C.), di eccezionale valore archeologico. In questo caso, la scoperta ci condurrà alla formulazione di nuove ipotesi circa le prime fasi dell’abitato etrusco di Tuscania e sullo sviluppo estremamente interessante di questa necropoli, che accoglieva le sepolture dei componenti delle gentes aristocratiche della città. I reperti rinvenuti consentono di affermare con certezza l’importanza di Tuscania in questa fase della storia etrusca al centro di una rete di scambi commerciali di ampio raggio nel bacino del Mediterraneo.

Ma accanto a queste scoperte, sta tutto il lavoro di sensibilizzazione condotto dai volontari in stretta sinergia con l’Amministrazione Comunale di Tuscania, che anche quest’anno ha fornito supporto al progetto. Colgo l’occasione di ringraziare il Sindaco Fabio Bartolacci e la Delegata alla Cultura e al Turismo Stefania Nicolosi. Con l’Amministrazione è in corso un ampio e solido progetto di collaborazione per la valorizzazione non solo di questa necropoli ma di tutto il patrimonio archeologico tuscanese.

L’occasione, inoltre, è ottima per ringraziare la Soprintendenza e i suoi funzionari territoriali per l’eccezionale spirito di collaborazione e disponibilità dimostrata. In particolare la dott.ssa Maria Letizia Arancio, Funzionaria archeologa per Tuscania, Orfelio Tortolini, Assistente Tecnico e Enio Tosi.

Tutto questo a dimostrazione della solidità del nostro progetto sociale che rimette al centro l’archeologia nello sviluppo culturale ed economico di Tuscania, anche attraverso la partecipazione alle attività sul campo di volontari di altre realtà associative del territorio, quali il Gruppo Archeologico Piansano e il NAAC – Nucleo Archeologico Antica Caere.

Siamo estremamente soddisfatti di tutte le scoperte di questo 2019 ancora lungo – conclude il Direttore Tizi – e, in accordo con la Soprintendenza, è nostra intenzione promuovere l’organizzazione di una conferenza di presentazione dei risultati di questa eccezionale campagna di recupero, a dimostrazione della valenza pubblica della nostra archeologia.”






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