ANNO 9 n° 231
Narcotraffico, resta ai domiciliari la 32enne viterbese Angelica Cazzato
Torna libero l'imprenditore Domenico Pennacchietti, per lui c'è l'obbligo di firma
19/06/2019 - 06:44

VITERBO - (b.b.) Nessuna revoca, nessun alleggerimento della misura cautelare: Angelica Cazzato resta ai domiciliari.

La decisione del gip Vilma Passamonti è arrivata a meno di ventiquattro ore dall'interrogatorio di garanzia, durante il quale la 32enne, difesa dall'avvocato Paolo Delle Monache, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Unica donna a finire in manette a seguito del blitz dei carabinieri di giovedì scorso che ha portato allo smantellamento di una banda italo-albanese dedita allo spaccio di cocaina su tutto il territorio provinciale, dovrà quindi restare ai domiciliari. Almeno fino all'udienza davanti al tribunale del Riesame di Roma a cui il suo difensore si è già detto pronto a ricorrere.

Secondo gli inquirenti, la Cazzato avrebbe in più occasioni acquistato, detenuto e ceduto la cocaina a diversi soggetti, divenendo parte integrante della banda di narcotrafficanti, ai cui vertici si troverebbero i tre albanesi Renato Hasa, Bledar Shtembari e Julian Tare.

Tutti e tre clandestini, ma residenti da anni nel comune di Viterbo, si sarebbero più volte recati in Belgio e Albania per importare ingenti quantità di droga, da smerciare poi sulle principali piazze di spaccio del viterbese, grazie ad una fitta rete di pusher a fare da intermediari. Tra cui Angelica Cazzato.

Ad essere ascoltati ieri mattina dal gip anche il presunto ''promotore e organizzatore della banda'' Shtembari, recluso nel carcere di Frosinone e l'imprenditore edile 39enne di Vitorchiano Domenico Pennacchietti: quest'ultimo, difeso dall'avvocato Emanuele Barbacci, è stato l'unico ad aver risposto alle domande in fase di interrogatorio di garanzia. Ottenuta la revoca degli arresti domiciliari, per l'uomo è stato disposto l'obbligo di firma.

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