ANNO 8 n° 319
Museo civico e teatro dell'Unione, Frontini punzecchia la maggioranza
Alfonso Antoniozzi illustra le proposte di Viterbo Venti Venti sulla cultura
22/10/2018 - 15:56

VITERBO – Museo civico, Sebastiano del Piombo e Teatro dell’Unione sono tre spunti per Chiara Frontini e Alfonso Antoniozzi per punzecchiare la maggioranza sulla cultura.

''Vogliamo che la maggioranza si confronti sulle proposte e sulla visione di città – ha detto Chiara Frontini questa mattina nel corso di una conferenza stampa – una visione che a tutt’oggi non conosciamo e che probabilmente non conosceremo fino al 30 quando il sindaco presenterà le sue linee guida''.

A dare l’affondo ci pensa Alfonso Antoniozzi: ''Il museo civico è il simbolo della situazione viterbese ed è una ferita aperta ormai da tempo immemorabile: non ha un direttore e quindi non accede ai fondi ministeriali; la collezione per motivi logistici è stata smembrata in due, non c’è un’idea sulla gestione del museo. L’ultima idea che ho sentito è quella di portare la Pietà di Sebastiano del Piombo nel nuovo spazio che si creerà nei portici in piazza del Comune''.

Un’idea che il consigliere di Viterbo Venti Venti bolla, senza mezzi termini, come una ''cazzata''.

''I lavori di riqualificazione dei portici sono pronti a partire – ha aggiunto la Frontini – ma cosa ci si metterà? Potrebbero ospitare le mostre d’arte estemporanee, potrebbero essere l’occasione per aprire il polo museale di Palazzo dei Priori''.

Intanto sul museo civico, Antoniozzi ha le idee chiare: ''Il museo civico non è importante perché ha il pezzo di richiamo. L’ottica va cambiata: il museo civico deve raccontare la storia della città, attraverso i suoi pezzi. Ci sono realtà molto più piccole come Canepica che con il museo delle tradizioni contadine racconta la storia della città. Noi non siamo ancora riusciti a fare neanche questo. Il museo civico è il simbolo dell’immobilismo di questa città''. La proposta è quella di lasciare il museo dov’è e di fare fermare i turisti qui attraverso percorsi che Viterbo Venti Venti aveva già individuato.

La seconda criticità è il teatro dell’Unione. ''E’ inconcepibile che per poterlo utilizzare – ha affermato Antoniozzi - serva una caparra di tremila euro e la stipula di un’assicurazione. Un canone troppo alto per le associazioni locali. La cauzione deve essere più bassa e il Comune deve pensare all’assicurazione. Poi, chi usufruisce del teatro versa la sua quota. Vanno anche agevolate le Onlus. E’ assurdo che oggi gli unici che non pagano per l’utilizzo delle sale sono i consiglieri comunali per eventi politici. A parere mio deve il Comune deve promuovere il territorio. Non è organizzatore di eventi, non fa l’impresario, ma organizza anche eventi valorizzando con quello che ha sul territorio, stabilendo anche delle priorità facendo crescere le realtà culturali locali''.

Un passaggio è riservato anche alla scuola musicale comunale che ''non viene incentivata, non viene aiutata. Abbiamo un coordinatore – dice Antoniozzi – che sta lì solo due anni quando in tutti i conservatori c’è la possibilità di farlo restare tre anni”. La scuola comunale sta con l’acqua alla gola perché incassa delle rete ma queste vanno nel calderone comune. Noi vorremmo che la scuola musicale comunale potesse disporre di queste rette''.

Tutte queste proposte saranno portate da Viterbo Venti Venti in commissione cultura. ''L’ultima commissione cultura – ha aggiunto Chiara Frontini - è stata una spettacolare perdita di tempo perché non c’era l’assessore''. La leader di Viterbo Venti Venti vuole sapere se sulla cultura la maggioranza ha intenzione di cambiare o di tirare avanti come sempre.






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