ANNO 9 n° 319
Morte di Maria Sestina Arcuri: la parola passa al tribunale della libertà
Fissata per il 27 maggio l'udienza sull'appello della procura al diniego da parte del gip dell'arresto cautelare per Landolfi Cudia
09/05/2019 - 03:47

VITERBO - Incidente o omicidio? Il dilemma resta tutto lì. A stabilire se Andrea Landolfi Cudia debba andare in carcere per la morte di Maria Sestina Arcuri, come chiede la Procura, o se debba restare libero come ha disposto il gip, Francesco Rigato sarà il tribunale della libertà. Per il 27 maggio, infatti, è stata fissata l'udienza per discutere l'appello avanzato dalla procura contro il diniego, da parte del gip, della misura cauterale del carcere per il fidanzato della vittima, indagato per omicidio.

Nel voluminoso fascolo presentato dalla procura, figurano i risultati degli accertamenti peritali, del medico legale ma anche intercettazioni telefoniche e ambientali che costituirebbe per il pm, Franco Pacifici, un quadro accusatorio solido. Ma il gip, nelle 66 pagine di ordinanza, escluderebbe sia le esigenze cautelari che i gravi indizi di colpevolezza.

Un punto a favore della difesa che auspica che anche i giudici di piazzale Clodio a Roma confermino l'impostazione del gip.

''Condivido assolutamente l'impostazione del gip che è poi anche quella mia - dice l'avvocato Luca Cococcia -nelle 66 pagine non si è limitato a  valutare la sussistenza o meno delle esigenze cautelari, ma ha ribattuto punto per punto''.






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