ANNO 9 n° 78
Morta nel congelatore, per il fratello Ivo sarà Corte d’Assise
A 85 anni andrà a processo
31/05/2018 - 06:35

RONCIGLIONE – Sarà Corte d’Assise. Per Ivo Bramante si aprirà a settembre il processo a suo carico per la morte della sorella Rossana, ritrovata cadavere all’interno di un congelatore nella villetta in cui abitava.

A decidere il rinvio a giudizio dell’85enne, rappresentato in aula dagli avvocato Marco Marcucci e Matteo Moriggi, il gup Savina Poli, ieri, dopo aver rigettato la richiesta delle difese di sottoporre Bramanti ad una perizia se sia in grado o meno di seguire coscientemente il processo, dal momento che, precedenti esami disposti dalla Procura nel 2016 avevano portato alla luce problematiche psichiche che con il passare del tempo non possono che essere peggiorate.

''Se è stato abbastanza lucido da nominare un avvocato di fiducia, lo sarà altrettanto nel seguire l’andamento del processo a suo carico'' avrebbe argomentato il giudice.

Sull’85enne le accuse di abbandono di incapace aggravato dalla morte, occultamento di cadavere e truffa ai danni dell’istituto nazionale di previdenza sociale. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, l’anziano avrebbe nascosto il cadavere della sorella all’interno di una busta dell’immondizia nel congelatore di casa per continuare a percepirne la pensione.

Ma gli avvocati si dicono pronti a dare battaglia: ''Oltre al problema dell’imputabilità e quindi della capacità di Bramanti di seguire coscientemente il processo, è da valutare anche un altro aspetto. Una persona che ora è ricoverata in una clinica e che ha un amministratore di sostegno, incapace, quindi, di gestirsi da solo, come poteva prendersi cura anche della sorella?''.

A fare la macabra scoperta, il 28 febbraio del 2016, sarebbe stata la badante del fratello: all’interno del congelatore, un corpo di donna, la 79enne Rossana Bramante, avvolto in un sacchetto dell’immondizia. Integro, non fatto a pezzi.

Rimasto lì per oltre un anno. Anno in cui nessuno si sarebbe accorto dell’assenza dell’anziana. Neppure i vicini di casa di via dell’ospedale consorziale numero 2A.

Facebook Twitter Rss