ANNO 7 n° 17
Mondiali 2014 - Don Pino:
'''Vince Papa Benedetto,
nel 2018 vince Bonucci''
13/07/2014 - 00:00

Di Andrea Arena

e Domenico Savino

VITERBO - Lui una finale mondiale l'ha giocata, e pure vinta. Quella per il terzo e quarto posto, d'accordo, ma sempre di finale si tratta. Parliamo della Clericus cup, il torneo tra i seminaristi e gli studenti di teologia che si svolge ogni anno in Vaticano: globale, multietnico e spettacolare proprio come il Mondiale. Don Pino Curre quella finale l'ha vissuta - e vinta - dalla panchina, come allenatore dell'istituto teologico viterbese San Pietro, arrivato terzo a fine maggio. Ora don Pino è tornato nei suoi panni quotidiani di parroco della Grotticella e di motore instancabile dell'oratorio Don Alceste Grandori, dal quale sono passati generazioni di giovani, cresciuti sui campi della Mazzetta giocando a pallone e imparando le regole essenziale della vita civile. E visto che stasera a Rio de Janeiro, stadio Maracanà, si gioca un'altra finale mondiale, con Argentina e Germania a contendersi la Coppa del Mondo, vale la pena fare una chiacchierata con don Pino. Del resto, se quella di oggi è stata definita la Finale dei due papi (Bergoglio contro Ratzinger, Francesco contro Benedetto), chi meglio di un parrocco della Città dei papi, appassionato di pallone, può presentarla?

Don Pino, meglio questo Mondiale o la sua Clericus cup?

''Due bellissime manifestazioni. Con atmosfere, a quanto vedo dalla televisione e leggo sui giornali, molto simili: sport, divertimento, spettacolo, integrazione. In Brasile oggi come alla Clericus cup ieri. Che d'altronde, è chiamata proprio il Mondiale della fede..''

Il calcio come incontro, come comunità.

''Ha aiutato anche il luogo e la gente, perché il Brasile e i brasiliani esprimono da sempre una cultura positiva. Ma è pure il calcio che, se interpretato nella maniera più pulita, può fare tanto. Anche noi qui all'oratorio abbiamo visto diverse partite insieme, bambini del Grest, genitori, tutti davanti al maxischermo. Bellissimi momenti, almeno finché l'Italia non è stata eliminata...''

Stendiamo un velo pietoso.

''Sì, è meglio. Però ribadisco l'aspetto positivo del calcio, e mi rendo conto quanto sia difficile promuoverlo anche in piccolo: abbiamo una società di settore giovanile, l'Asd Oratorio Grandori, e non è mica facile, tra le pressioni dei genitori, la convinzione che tutti i figli siano campioni. Più in grande, il calcio italiano risente della presenza di troppi stranieri, bisogna tornare a lavorare seriamente coi giovani''.

L'Italia del suo amico Bonucci ha fatto una figuraccia. Ma un altro suo amico, Angelo Peruzzi, quella coppa la alzò otto anni fa in Germania...

''Grande Angelo, ma che squadra unita e forte era quell'Italia del 2006... Questo gruppo invece non mi sembrava certo così coeso, e forse la colpa è stata anche di Prandelli. A Bonucci dico di credere, come ci credo io, alla cabala degli arbitri italiani''.

E cosa sarebbe?

''Le spiego: ogni volta che un arbitro italiano dirige la finale mondiale, all'edizione successiva gli Azzurri alzano la coppa. Accadde nel 1982, quando nel 1978 era stato Gonnella ad arbitrare la finale tra Argentina e Olanda; è accaduto nel 2006, dopo che nel 2002 la finale l'aveva diretta Collina. Dunque a Leonardo non resta che aspettare il 2018''.

Speriamo che abbia ragione lei. Da tifoso juventino, che effetto le fa una finale senza bianconeri? In Italia-Francia del 2006 c'erano nove in campo...

''Oggi ci sarebbe potuto essere Tevez, ma lasciamo perdere. Ho sentito pure una battutaccia cattiva, che si ricollega al discorso di prima: l'unico juventino in finale è l'arbitro Rizzoli. Ma la verità è che il calcio italiano non è competitivo a livello internazionale''.

E veniamo al punto caldo: questa è la finale dei due papi, dicono.

''A Francesco di recente abbiamo portato la maglia dell'Oratorio Grandori. Ci ha ringraziato, anche se gli avranno regalato migliaia di casacche, ormai, visto che la sua passione per il futbal è nota. E' un papa sportivo''.

E Ratzinger?

''Credo che nell'apprezzamento unanime di oggi nei confronti di Francesco, influisca molto la rinuncia di Benedetto, un gesto immenso, umile e coraggioso nello stesso tempo. Una decisione che solo oggi molti sembrano capire''.

Finita la parentesi teologica, torniamo a parlare di calcio. Il suo pronostico per stasera?

''Vince Benedetto, vince la Germania. A meno che non abbia ancora digerito l'incredibile 7-1 in semifinale'.E lei?'Io tifavo Cile. Chiunque vinca, stasera, per me va benissimo''.

In fondo, vincerà sempre un pontefice.

 







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