ANNO 8 n° 294
Molestie sessuali nella casa di cura, potrebbe salire il numero delle vittime
11/10/2018 - 07:04

VITERBO - Caso dell'infermiere molestatore (che in realtà ha la qualifica non di infermiere ma di Ota), le vittime accertate per ora sono tre ma secondo gli inquirenti potrebbero essere molte di più.

Emergono nuovi dettagli sulla vicenda del giovane arrestato martedì dagli uomini della squadra mobile per il reato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di alcune pazienti di una casa di cura.

Si tratta di un 26enne viterbese che presta servizio nella clinica con la qualifica di OTA, operatore tecnico addetto all'assistenza. Secondo le accuse contenute nel fascicolo del pm Eliana Dolce, l'uomo avrebbe approfittato della sua qualifica per molestare le tre pazienti, tutte sui quarant'anni. Da quanto trapela, non ci sarebbero stati però rapporti sessuali completi.

Le indagini sono scattate ad agosto dopo la denuncia di una prima paziente che, tuttavia, avrebbe fornito agli inquirenti un racconto ''lacunoso'', insufficiente per risalire all'identità del molestatore. Solo in seguito alle denunce delle altre due donne, il personale della Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile di Viterbo, specializzato nel contrasto alla violenza di genere, è riuscito a identificare il 26enne. Il sospetto degli investigatori è che i tre casi di molestie non siano gli unici.  

L'uomo si trova da martedì agli arresti domiciliari, in attesa dell'interrogatorio di garanzia in cui, assistito da un difensore, comparirà davanti al gip e al pm per rispondere delle accuse che gli vengono contestate. 






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