ANNO 9 n° 232
Maxi inchiesta sui rifiuti, sì all’uso
delle intercettazioni nel processo
Stop al processo fino al prossimo ottobre per permettere la trascrizione delle telefonate
12/06/2019 - 06:44

VITERBO – (b.b.) Maxi inchiesta Vento di Maestrale. Parte, ma non decolla il processo a carico del dirigente comunale Ernesto Dello Vicario, del responsabile tecnico di Viterbo Ambiente Francesco Bonfiglio e del consigliere Maurizio Tonnetti, coinvolti nell’indagine sui rifiuti che nel 2015, portò agli arresti di nove persone.

Davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, devono rispondere a vario titolo di truffa, frode e falso: secondo l’accusa si sarebbero aggiudicati un appalto da 50 milioni di euro per la raccolta e la gestione dei rifiuti, offrendo però in cambio al comune servizi scadenti o del tutto inesistenti.

Ieri, a distanza di sei mesi dall’udienza di ammissione prove, avrebbero dovuto deporre come testimoni i consulenti tecnici e i funzionari di polizia giudiziaria che nel 2014 portarono avanti le indagini, ma un problema legato al deposito di alcuni documenti all’interno del faldone dei giudici ha messo un freno al processo.

Intanto però il pubblico ministero Massimiliano Siddi, nonostante la richiesta tardiva, ha ottenuto di far entrare nel processo l’enorme quantità di intercettazioni telefoniche e ambientali fatte a cavallo tra il giugno e il dicembre del 2014 che poi portarono all’arresto di nove persone.

Sì all’uso delle intercettazioni, dunque, e sì alla loro trascrizione integrale: all’udienza dell’8 ottobre verrà nominato il perito e poi, una volta depositate, potranno essere sentiti i primi testimoni.





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