ANNO 9 n° 266
Matteo Berrettini: un laziale alla conquista del tennis mondiale
10/07/2019 - 16:05

Continua senza soste l'ascesa del romano Matteo Berrettini verso i vertici del tennis mondiale. Se il 2018 era stato l'anno dell'arrivo sui grandi palcoscenici, coronato dal successo sul rosso di Gstaad, primo titolo Atp dopo i trionfi nei challenger sul veloce di Bergamo e Phoenix, il 2019 sta andando oltre le più rosee previsioni: nei primi sette mesi dell'anno l'azzurro ha conquistato un'altra vittoria sulla terra a Budapest, il successo sull'erba di Stoccarda (primo italiano a riuscire a vincere su questa superficie dai tempi di Seppi) e la semifinale di Halle. Al momento è al numero 20 del mondo. Ma questo è solo l'inizio.

Nato a Roma il 12 aprile 1996, Berrettini è un talento unico nel panorama italiano. Dopo aver vinto a Stoccarda è infatti diventato uno dei pochi tennisti nati nel nostro Paese ad aver ottenuto un titolo su tutte le superfici. E se la terra rossa resta il terreno preferito, quello in cui ha iniziato a farsi conoscere vincendo a Gstaad, ottenendo i primi due successi al Roland Garros e dominando a Budapest 2019, le sue caratteristiche tecniche si sposano alla perfezione con i campi più veloci.

Grandissimo colpitore di dritto e dotato di un ottimo servizio, Berrettini deve ancora emergere sul cemento dove fra Australian Open e Us Open non ha ancora vinto un match. Al momento la bacheca conta due Challenger, quello di Bergamo e quello di Phoenix.

Quello che quasi nessuno si aspettava, invece, era che il romano potesse essere così forte sull'erba, dove prima di Stoccarda aveva vinto un solo match a Wimbledon con Jack Sock. La superficie richiede movimenti meno ampi sul servizio, rapidità di movimento e grande abilità a rete. Tutte doti che Berrettini ha dimostrato di aver sviluppato in queste settimane.

A Stoccarda ha messo in mostra un tennis bello e vincente battendo uno specialista come Kirgyos, il numero nove del ranking Khachanov, e poi in serie Kudla e Struff prima del trionfo in finale con l'altro astro nascente Felix Auger-Aliassime. Impressionanti anche i numeri: nessun set ceduto, 2 sole palle break concesse, 39 ace e l'89% di punti ottenuti con la prima di servizio. Un dominio assoluto.

Vinto il torneo tedesco è stata la volta di Halle dove il romano ha raggiunto la semifinale, arrendendosi solo al redivivo Goffin. Poco male. Grazie a questo piazzamento Matteo è entrato la prima volta in carriera tra i primi 20 giocatori del mondo e ha ringraziato Federer che ha battuto il belga in finale, impedendogli di ottenere la posizione strappata da Berrettini.

E dopo la vittoria a Stoccarda e la semifinale ad Halle, Berrettini si candida a un ruolo da protagonista anche a Wimbledon. I primi due turni dello Slam sull'erba sono stati trionfali con le vittorie su Bedene (in quattro set) e Baghdatis (tre parziali). Il terzo avversario sarà Diego Schwartzman, cliente scomodo ma alla portata del nostro portacolori.

Con gli ultimi risultati ottenuti Berrettini è diventato il decimo italiano a entrare nei primi 20 del ranking, confermandosi come numero 2 azzurro alle spalle del top ten Fognini. Matteo vanta anche un altro primato storico per il nostro tennis: alla sua età nessuno aveva mai vinto tre tornei del circuito Atp, neanche leggende come Panatta e Barazzutti.

Quello che è cambiato in questi ultimi mesi è stato soprattutto l'approccio mentale del ragazzo. Il talento non è mai stato in discussione, tanto che il suo attuale allenatore, l'ex professionista Vincenzo Santopadre, quando ha iniziato a occuparsi di lui aveva dichiarato che un giocatore così non si era mai visto in Italia. I risultati sono lì a dimostrarlo. Berrettini si sta rivelando come un tennista estremamente completo e sembra aver relegato al passato le pause di concentrazione viste nelle ultime due stagioni. Se continuerà su questa strada potrebbe coronare il sogno di tutti gli appassionati italiani: quello di giocare da padrone di casa le Atp Finals che Torino ospiterà dal 2021 al 2025.






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