ANNO 9 n° 264
''Marchetti non ha chiesto di pagare debiti con fisco'''
Operazione Dèjà-Vu: respinte tutte le eccezioni preliminari
15/11/2017 - 07:13

VITERBO – Non ci sarebbero prove della volontà di Elio Marchetti di pagare i propri conti con la giustizia prima dell’inizio del processo e, inoltre, non ci sarebbe incompetenza territoriale del tribunale viterbese. Vengono respinte in blocco le eccezioni preliminari presentate davanti al collegio dagli avvocati di Elio Marchetti, Domenico Sordo e Carla Corbucci, tutti imputati per associazione a delinquere e truffa per oltre un milione di euro.

Secondo le ipotesi della Procura, i due imprenditori e la donna, storica segretaria di Marchetti, assieme ad altri quattro indagati, avrebbero messo in piedi una vera e propria organizzazione criminale a carattere transnazionale , finalizzata alla commissione di reati contro la fede pubblica e il fisco. In breve, macchine importate dall’estero, senza versare l’Iva attraverso un ben oliato meccanismo di falsificazione di documenti, società cartiere e intestatari fittizi.

Finiti in manette dopo lunghe e macchinose indagini, sfociate nell’operazione Déjà-Vu, per i tre dei sette arrestati arriva il fermo no del tribunale viterbese alle eccezioni sollevate nel corso della prima udienza dello scorso 24 ottobre. Contrariamente a quanto affermato dal difensore di Marchetti, l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, ''non ci sarebbe alcuna prova della volontà dell’imprenditore viterbese di saldare i propri debiti con il fisco, prima dell’inizio del processo – sottolinea il presidente del collegio – per questo la richiesta è da considerarsi tardiva e del tutto infondata’’. Non ci sarebbero, infatti, agli atti richieste di patteggiamento o di riti alternativi, con i quali porre fine alla vicenda giudiziaria prima dell’inizio del processo ordinario. Che qualcuno avrebbe voluto fosse celebrato a Foggia, luogo delle presunte truffe. ''In tema di reati associativi – spiega ancora il presidente del collegio – bisogna far fede a dove l’associazione ha la base, non dove operi. Per questo il processo è da celebrare a Viterbo, dove Elio Marchetti è residente’’.

Ed è ancora per Elio Marchetti, unico dei tre imputati ancora ai domiciliari, che a fine udienza arriva la richiesta di scarcerazione: o la libertà o un alleggerimento della misura. La decisione entro cinque giorni.

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