ANNO 8 n° 294
Maratonina dei 3 Comuni, in 1665 hanno tagliato il traguardo
Successo per la tradizionale gara
04/02/2018 - 12:59

CIVITA CASTELLANA - Riceviamo e pubblichiamo da Giuseppe Misuraca:

La maggior parte di noi ha iniziato a correre semplicemente per fare un po’ di movimento all’aria aperta liberi dai vincoli del tempo e dello spazio, poi come spesso avviene, quasi inconsapevolmente, sopraggiunge la voglia di mettersi alla prova, confrontarci con noi stessi e con gli altri e si cominciano a fare le gare più brevi e facili, generalmente di 10 km..

Da qui comincia a crescere dentro di te la spinta a nuovi traguardi sempre più ambiziosi, mezza maratona e fino a coronare il sogno di ogni runner, la maratona.

Certamente però ci sono gare che hanno un fascino particolare che racchiudono in sé le sensazioni più estreme che si possono provare durante una corsa e alle quali non si può mancare, tra queste c’è sicuramente la Maratonina dei 3 comuni.

Manifestazione che si svolge ogni anno nel mese di gennaio sulle strade collegano i comuni di Castel S’Elia – Nepi e Civita Castellana.

Quest’anno siamo partiti da Castel S’Elia per percorrere i 22,9 km., un serpentone umano e colorato che ti avvolge e ti spinge passando per Nepi per poi scendere lungo il rettilineo della via Nepesina, dove possiamo ammirare l’immenso panorama con i monti Cimini da un lato quelli della Sabina di fronte e il Soratte sul lato destro a fare da cornice a questa splendida giornata di sole.

Arriviamo a Civita Castellana “belli carichi” consapevoli di avere fatto una buona andatura veloce ma soprattutto perché tutti noi, atleti dell’Alto Lazio, sappiamo di trovare i ns. tifosi a bordo strada, pochini per la verità (ma lo sappiamo noi civitonici siamo poco inclini alla partecipazione agli eventi sportivi e non solo), ma certamente ci sono i ns. Amici che si sono sacrificati per ristorarci con thè caldo, l’immancabile musica e tanto incitamento che ci dà la spinta a proseguire.

Scendiamo poi fino sotto l’ospedale (quasi un monito a chi vuole proseguire), terminata la discesa ci aspetta la salita tanto attesa e temuta della Madonna dei Millecori, e qui pur avendo a fianco altri atleti ti senti solo, la fatica si fa sentire, i muscoli delle gambe si induriscono, la sofferenza si legge sui volti e accomuna sia i top runner che tutti gli altri e le foto scattate al ns. passaggio sono a testimoniarlo.

Si prosegue ancora ma le gambe non girano mentre il tempo cronometrico scorre inesorabilmente mangiando quanto di buono era stato fatto prima e sale l’ansia con una voce nella testa che ti dice ''ma chi te l’ha fatto fare?'', ma presto ritorna la voglia di proseguire e gli ultimi 3 chilometri scopri che hai ancora le forze per spingere e arrivare al traguardo e di sorridere felice di avercela fatta.

E ti ritrovi a raccontare le stesse sensazioni al ristoro con gli altri amici dell’Alto Lazio e a confrontare i risultati cronometrici che per la cronaca sono i seguenti:

Ma la cosa veramente incomprensibile è che dopo tutta questa fatica e sofferenza condivisa con gli altri 1665 giunti al traguardo è quella di dire, alla prossima ci sarò ancora, e come si può mancare alla 40° edizione che parte ed arriva alla nostra cara città di Civita Castellana!






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