ANNO 9 n° 203
Maltrattamenti all'asilo, ''Schiaffi e calci per ottenere l'attenzione dei bambini''
In aula le testimonianze dei genitori: ''Mi chiedeva in continuazione: mamma, ma io sono bravo?'' , alla sbarra la maestra Silvia Palma
06/07/2019 - 05:29

NEPI – (b.b.) ''Ogni volta che usciva da scuola, la solita storia. Era agitato, nervoso, raccontava di continuo di quanto i suoi compagnucci fossero rumorosi, indisciplinati e di quanto la maestra, per ottenere il silenzio non risparmiasse schiaffi, calci e spintoni''.

Tornano a sfilare in aula i genitori dei piccoli alunni della scuola dell’infanzia di Nepi, finita nella bufera giudiziaria dopo la sospensione, nel gennaio del 2017, dell’insegnante Silvia Palma. Ad inchiodare la maestra alle accuse di maltrattamenti e di abbandono di minori, alcune immagini riprese dalle telecamere installate nelle aule d’asilo: bambini spintonati, presi a schiaffi sulla testa, minacciati e insultati. E usati come bersagli per un folle tiro di pennarelli.

''Tutto per tenerli buoni e ottenere la loro attenzione'' hanno spiegato le mamme dei piccoli, dai cui racconti sono scattate le indagini dei carabinieri nell’ottobre del 2016. I bambini, infatti, dopo una prima iniziale chiusura, avrebbero iniziato a confidarsi con i propri genitori, raccontando, a modo loro data l’età, quanto accadeva all’interno delle mura di scuola.

''Mio figlio era sempre nervoso: la mattina andava volentieri a scuola, poi quando usciva era intrattabile. Era nervoso, agitato e mi chiedeva in continuazione se fosse buono, se fosse bravo. Come a volersi accertare che non sarebbe stato ripreso o maltrattato in alcun modo''.

Nessuna tirata d’orecchie, nessuno schiaffo, ''O nessuno calcio, come invece accaduto ad un suo piccolo compagno, che, seduto a terra per giocare sarebbe stato preso a calci per farlo alzare dal pavimento''.

Quarantenne di origine calabrese, la donna, difesa in aula dagli avvocati Michele Rizzo e Vania Serena Oliviero, deve rispondere di maltrattamenti e di abbandono di minori: secondo quanto ricostruito, non sarebbero stati isolati i casi in cui la maestra avrebbe lasciato incustodita l’aula.

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