ANNO 9 n° 341
''Malattie rare, il Comune aiuti chi deve andare fuori Regione per curarsi''
Ok in commissione alla proposta della Lega di un contributo una tantum. Merli: ''Viterbo può diventare un esempio per altre città''
01/12/2019 - 05:47

VITERBO - A Palazzo dei Priori piccolo ma importante passo in avanti la mozione della Lega (primo firmatario il consigliere comunale Valter Merli) che vuole assegnare un contributo economico a quei malati che per ricevere le terapie mediche di cui hanno bisogno sono costretti a rivolgersi a strutture fuori regione, affrontando quelli che vengono chiamati viaggi della speranza. E questo, come detto, non per scelta, ma perché nel Lazio certe patologie non vengono trattate: malattie rare e oncologiche, gravi. La proposta nei giorni scorsi è arrivata in terza commissione dove ha ottenuto il via libera in attesa che venga approvato anche il relativo regolamento. Dopodiché il passaggio in Conisglio.

''Ci sono già diverse Regioni che riconoscono in toto oppure in parte, questi pazienti – ha spiegato Merli - dandogli dei contributi per spese di vitto, alloggio, e viaggio, ma la Regione Lazio non ha ancora intrapreso questa strada, quindi questi pazienti e i loro famigliari rimangono inascoltati. Queste Regioni più virtuose sono la Sardegna, il Trentino Alto Adige, le Marche, la Puglia, la Calabria”.

Di Comuni, invece, non c'è neanche l’ombra, solo qualche aiuto sporadico qua e là. ''Con questa mozione – ha aggiunto il consigliere leghista - si vuole dare come Comune un po’ di solidarietà, di aiuto e sensibilità verso questi pazienti, non facendoli sentire soli nei viaggi della speranza''.

Palazzo dei Priori, tramite l’interessamento dell’assessore ai Servizi Sociali Antonella Sberna, ha interpellato il dirigente della Asl Daniela Donetti che ha già fornito tutto l’elenco delle malattie rare e le percentuali di cittadini che si spostano fuori regione per farsi curare. ''Per la Asl di Viterbo – ha aggiunto Merli - è un progetto valido, che senz’altro anche la stessa Asl prenderà seriamente in considerazione''.

Ma come verrà finanziato e erogato questo contributo? E quali malati ne avranno diritto? Si prevede di creare un capitolo di spesa specifico (contributi per la sanità sociale) da erogare una tantum. Il criterio scelto per individuare un tumore raro si basa su una soglia di 6 casi su 100.000 nella popolazione europea, malattie, queste, non trattabili nelle strutture della Regione Lazio. Per accedere al rimborso servirà un reddito Isee prestabilito.

''Viterbo – ha concluso Merli - diventerebbe anche un esempio per le altre città italiane, il primo a essere vicino con la solidarietà a questi pazienti e le loro famiglie, che già tanto combattono la loro malattia, e disabilitati dal tipo di cure pesanti, come chemioterapia, radioterapia e quant’altro''.







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