ANNO 7 n° 292
''Madami, accusarci dello scempio è un gesto di effimera stupidità''
Gli organizzatori del Memorial Cascani - Baccanari rispondono ad alcune accuse dal web
13/08/2017 - 11:53

Riceviamo e pubblichiamo da Massimiliano Morelli, Ufficio stampa Memorial Casciani-Baccanari

CIVITA CASTELLANA - Meriterebbero sempre 'considerazione zero' le affermazioni dei 'guappi da tastiera', ma stavolta diventa inevitabile – in piena era di una tecnologia alla portata perfino di chi ruggisce nascondendo i denti - elargire una risposta nel merito. Il ''merito'', nello specifico, è rappresentato dalle accuse rivolte agli organizzatori di un torneo di calcio dedicato alla memoria di due ragazzi scomparsi prematuramente e vissuto da figlioli di dodici, tredici anni, il ''Casciani-Baccanari''.

Ecco, accusare gli organizzatori dello scempio perpetrato al 'Madami' oggi, all'indomani del caos dettato da altri fattori e creato attorno a un club che partecipa al campionato di serie D, equivale a un gesto di effimera stupidità, degno di chi ha pensato bene di addossare colpe qua e la, senza forse aver mai magari messo piede nello stadio civitonico; o, ancor peggio, in maniera ''pilotata'', e in questo caso sarebbe peggio, visto e considerato che ci sarebbe perfino un mandante, quasi a conferma del fatto che chi punta il dito consigliato da un committente, dovrebbe usare la testa solo per poggiarci il cappello. Qui non serve difendersi da un'accusa puerile e stupida, qui non c'è voglia di cautelarsi da chi vuol trascinare nel fango altri soggetti, qui non c'è voglia di assicurarsi la buona nomea al cospetto di qualche ''scialigotto'' di paese.

Qui c'è solo bisogno di rimboccarsi le maniche e lavorare per restituire al ''Madami'' dignità persa nel tempo e per cercare di riportare i tifosi allo stadio. Il resto non conta, sono chiacchiere e distintivo. Il resto è noia e paranoia di chi ha bisogno di cercare colpevoli, perché altrimenti non sa come trascorrere le giornate. Chi non sa cosa fare, venga a dare una mano, che di lavoro ce ne sta a iosa.







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