ANNO 9 n° 348
''Ma con la movida la città è più viva e sicura''
Incontro tra gli studenti dell'Unitus e l'assessore Mancini. La richiesta: nei week end locali aperti almeno fino alle 2 di notte
09/08/2019 - 02:11

VITERBO - (s.lup.) - ''Il caso delle norme anti movida sta creando un certo malumore tra noi studenti. Ma i rapporti con il Comune sono ottimi e siamo certi che nel confronto in corso anche le nostre ragioni saranno adeguatamente valutate''.

Emanuele Brodo è il presidente dell’associazione studentesca UniVerso Giovani, una delle più numerose tra quelle attive all’Università della Tuscia con oltre 600 iscritti, ed è anche un rappresentante degli studenti nel consiglio di amministrazione dell’Unitus.

Brodo, martedì una vostra delegazione si è incontrata con l’assessore al Commercio per parlare di una eventuale modifica agli orari di chiusura dei locali dentro le mura. A quali conclusioni siete arrivati?
''Abbiamo chiesto che i locali del centro storico possano rimanere aperti durante i week end almeno fino alle 2 di notte, e fino all’una negli altri giorni della settimana, questo sia d’estate che d’inverno''.

Cosa vi è stato risposto?
''Che ragioneranno anche sulla nostra proposta. Dal nostro punto di vista si tratta di un giusto compromesso con le esigenze dei residenti. Aspettiamo di vedere cosa succederà nei prossimi giorni''.

Il rettore ha detto che molti studenti si lamentano perché di sera a Viterbo non sanno cosa fare, che a mezzanotte chiude tutto. D’estate al massimo all’una. Ruggieri ha aggiunto che la città “deve offrire momenti di aggregazione e gli studenti li devono vivere in maniera adeguata”.
''Dovrebbe essere così. Lo studente di lavoro deve fare lo studente, ma la sera, una volta chiusi i libri, ha il diritto a un po’ di relax. Viterbo deve essere vissuta di giorno ma anche di notte, cum grano salis. D’inverno invece se uno si ferma all’università fino alle 8 di sera e poi decide di fare un giro in centro per divertirsi un po’, non fa in tempo a tornare a casa, cenare e prepararsi, che una volta fuori per lui è già arrivata l’ora di rientrare. Lo stesso discorso vale per chi ha la mattinata seguente libera e la sera, per scaricare un po’ di stress, può permettersi di fare un po’ più tardi passeggiando in centro. Dopo una certa ora non trova niente''.

Il Comune però non sta vietando a nessuno di passeggiare in centro. I problemi lamentati dai residenti sono altri.
''In realtà nel dibattito sulla cosiddetta movida si è creato un equivoco di fondo: si confonde spesso quello che può essere il chiacchiericcio fuori dai locali con gli atti di violenza o vandalismo. Episodi che si sono verificati anche di recente ma che non hanno mai visto coinvolti gli studenti. Crediamo invece che tenendo i locali aperti di notte la città, oltre ad essere più viva, risulti anche più sicura. In un luogo deserto i malintenzionati sono liberi di agire indisturbati. I proprietari dei bar e dei pub inoltre sono i primi interessati a mantenere la pulizia e il decoro delle vie e delle piazze o a far rispettare le ordinanze del sindaco, come quella che vieta la vendita e il consumo di alcolici in bottiglia”.

Movida a parte, sembra che la convivenza tra residenti e studenti universitari a Viterbo sia ancora oggi difficile?
''L’università ha fatto molto per attrarre nuovi iscritti con la qualità dei corsi di studio e delle strutture. Ma questo sforzo deve essere recepito anche dalla città. Se migliora l’università, migliora anche Viterbo e viceversa. L’indotto generato dalla presenza degli studenti è sempre più consistente: gli studenti non vanno solo nei locali di sera, ma prendono case e camere in affitto, fanno la spesa nei supermercati, frequentano le librerie, si iscrivono alle palestre, viaggiano sui mezzi pubblici. Portano soldi e contribuiscono a far crescere l’economia. Inoltre, svolgono un ruolo di ambasciatori della città: uno studente nel corso di un anno ha sempre qualche amico o parente che lo viene a trovare per periodi più o meno lunghi. Persone che a loro volta pernotteranno in un albergo o in un bed and breakfast. Se la città non ha niente da offrire loro, cosa vengono a fare?''.






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