ANNO 9 n° 143
L'uragano Sgarbi miete la sua prima vittima
Martina Salza (FI) rinuncia alla candidatura: ''Proviamo vergogna!''
08/05/2018 - 07:05

di Antimo Verde

SUTRI - A pochi giorni dalla consegna delle liste e all'inizio ufficiale della campagna elettorale, l'uragano Sgarbi miete la sua prima, illustre, vittima. Si tratta di Martina Salza, già da tempo candidata per Forza Italia, che ha annunciato la sua rinuncia a correre per le amministrative.

''Buongiorno a tutti - ha scritto ieri mattina in un post su Facebook –, vorrei fare chiarezza su quanto sta succedendo nella nostra città. A seguito di comportamenti ed eventi poco edificabili ho preso la mia decisione in tutta coscienza di rimanere dignitosamente a casa per questa tornata elettorale. Ringrazio il prof Sgarbi e la sua premura nel farmi chiamare addirittura dal presidente Berlusconi, in quanto rappresentante di Fi e già candidata al senato. Rispetterò il mio partito ma credo che questa mia scelta, al di là della confusione, delle chiacchiere da bar e di finti articoli, costituisca per me la cosa più degna da fare''. 

Ma cosa ha portato la coordinatrice comunale di Fi a rinunciare al sogno di indossare la fascia tricolore? Il critico d'arte, durante la visita a Sutri dello scorso 21 aprile, le aveva indirizzato un chiaro messaggio dal pulpito della chiesa di san Francesco: ''Il candidato sindaco di centrodestra ha una legittima ambizione che è frutto di un amore per la sua città. Io le ho detto che è meglio fare il vice sindaco di Sgarbi che il sindaco di Sutri perché il sindaco di Sutri può rimanere isolato per sempre, al vice sindaco di Sgarbi qualcosa invece capita, di qualunque natura...''.

Secondo i beninformati, pare che l'offerta, considerando i numerosi impegni che terrebbero lontano Sgarbi dal paese, non sia dispiaciuta all'azzurra. L'accordo, dicono, sembrava cosa fatta. A farlo saltare, all'ultimo, sarebbe stata l'opposizione messa in atto dalle altre forze che appoggiano il progetto ''rinascimentale'' del critico d'arte, capitanate da Felice Casini (Udc), bramoso anche lui della vice sindacatura.

A vuoto, poi, sarabbe andato anche il tentativo di avvicinamento della forzista al candidato Lillo Di Mauro della lista civica di sinistra. Per Martina Salza, isolata e messa con le spalle al muro, l'unica opzione è stata quindi quella del ritiro. E non l'ha presa benissimo. A confermare la tensione che si respira in paese c'è anche un secondo post, di ieri pomeriggio, in cui la coordinatrice di Fi invita i suoi concittadini a ''tornare a provare vergogna''. Di seguito il testo integrale.

''Povera la nostra Sutri: quando vergognarsi era una virtù. E' giunto il momento di fare chiarezza. La mia lettera aperta al prof. Sgarbi, scritta con coscienza ed in seguito a profonda riflessione, così come l’invito a lui rivolto, a venire nella nostra città, evidenziava il rispetto per una persona del suo rilievo, la volontà di una fruttuosa collaborazione, ma soprattutto tratteggiava il quadro di una città dai profondi e precari equilibri politici.

E non mi ero sbagliata, devo constatare con grande amarezza che questa storia ha fatto emergere problematiche di fondo serie ed oggettive. Quelle legate alle diverse e ormai logore forze politiche della nostra città, senza via di scampo per nessuno. Quelle inermi ed inerti figure che, all’improvviso, di nuovo resuscitate, fanno ora a capelli per assicurarsi una bella fetta di torta da gustare, senza sforzo alcuno (tranquilli, la parte mia ve la lascio, spartitevi pure quella).

E, ahimè, è evidente l’immagine di una realtà politica pronta per interesse ad indossare qualsiasi casacca, ad autoeleggersi difensori della patria, a sedere vicino a chiunque, immemori di quelle antiche e sanguinose guerre intestine che hanno portato alla deriva la nostra città. Collezionisti di poltrone, alleati all’occorrenza, traditori coscienti e non, abili fiutatori e sedicenti difensori del bene comune, in un arcobaleno politico ormai sbiadito: ecco che cosa è la nostra Sutri oggi (mio nonno direbbe tutti tinti della stessa callara!).

Permettetemi di esprimere il mio sdegno, con tutta la responsabilità che dovrò assumermi dopo queste mie parole, e di offrire un rimedio, che certamente non deve venire da fuori, ma da noi stessi: torniamo a provare vergogna! Sì, elogiamo questo sentimento per il suo potere rivoluzionario, l’unico potere che forse ci renderà consapevoli di ciò che stiamo facendo alla nostra città. Questo è l’amore per Sutri?

Ci ho provato. Ho bussato alle porte di tutti, con la passione che mi contraddistingue. Ma ho incontrato solo resistenza, opportunismo, bugie e fake news (che va pure di moda). 'La migliore città è quella in cui i cittadini temono più la vergogna che la legge'. Così sosteneva Cleobulo di Lindo, uno dei sette savi dell’antichità. Ma questo succedeva tanto tempo fa. Quando ancora vergognarsi era una virtù civica.

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