ANNO 9 n° 178
L'ultima cena della Viterbese tricolore
Grande festa organizzata a casa Camilli con la squadra e lo staff
12/06/2016 - 02:00

VITERBO – (e.c.) Grande festa finale per la Viterbese campione d'Italia. Venerdì sera quasi tutti i giocatori della rosa (mancavano all'appello Cuffa, Vegnaduzzo e Invernizzi, tornati in Sudamerica, oltre a Selvatico, Addessi, Nuvoli, Santeramo e Bernardo, già partiti per rientrare a casa), mister Nofri, lo staff tecnico e dirigenziale gialloblu, i dipendenti e i collaboratori del club della Palazzina si sono ritrovati per ''l'ultima cena'' nella bellissima tenuta della famiglia Camilli sul lago di Mezzano, ospiti di Piero, Vincenzo e Luciano, perfetti padroni di casa.

Una location davvero suggestiva ha dunque ospitato l'ultima riunione della Viterbese 2015/2016, reduce dalle vittorie del campionato e della poule scudetto. Menù in grande stile e apparecchiature rigorosamente gialloblu hanno accompagnato la serata, trascorsa serenamente tra un coro ''i campioni dell'Italia siamo noi'', è una cantata al karaoke, dove il vice presidente Luciano ha fatto da vero mattatore, con il presidente Vincenzo che invece ha supervisionato le operazioni davanti alla brace. In un clima festoso e allegro, si è parlato poco di calcio e di futuro - per quello ci sarà tempo, con il tecnico e i singoli giocatori, giovedì prossimo quando i gialloblù sfileranno alla Palazzina per chiudere il discorso rimborsi ed aprire quello di eventuali rinnovi e conferme -, celebrando però una stagione senza precedenti che ha visto la Viterbese centrare il doppio obiettivo stagionale.

Il patron gialloblu è contento e si vede, gira tra i tavoli, si accerta che i suoi ospiti siano a loro agio, si intrattiene con tutti. Poi prende il microfono e intona ''Malafemmena'', con tanto di applauso dalla platea. ''Presidente, doveva fare il cantante'' gli urla uno dei giocatori. ''E' vero, avrei fatto i soldi'' risponde prontamente il Comandante. Intanto il microfono passa a Luciano, che coinvolge i giocatori e anche mister Federico Nofri. 'Ringraziamo la famiglia Camilli per l'ospitalità, per questa bella festa che celebra la promozione e lo scudetto - dichiara l'allenatore della Viterbese -. Solo giocarla e vincerla, la poule scudetto, ci ha dato il senso di quello che il presidente diceva da tempo, e cioè che era importante conquistarla. Aveva ragione lui, come sempre, noi lo abbiamo capito solo dopo''.

Piero Camilli taglia la torta, con sopra riportato lo stemma della Viterbese e della Lega Pro e il tricolore. Il primo pezzo è per capitan Stefano Scardala, emblema di un gruppo forte e vincente. ''Certo che però quel liscio a Ostia...' lo sfotte il Comandante porgendogli il dolce. ''Se lo ricordano tutti, eh?'' replica il difensore che, mentre i compagni intonano in sottofondo ''c'è solo un capitano'', ringrazia anche lui la famiglia Camilli e invita tutti a godersi questo bel momento.

''Quest'anno ci è mancata solo la Coppa Italia - dice il patron al momento del brindisi finale, con i due figli maschi al suo fianco -, ma l'abbiamo persa ai rigori...''. Sorride e guarda bonariamente alcuni dei suoi ragazzi che fallirono dagli 11 metri contro il Foligno. ''Non fatevi raccontare cavolate in stile De Coubertin - continua -, l'importante non è partecipare, è vincere. Io col calcio ho vinto tanto, qualche volta ho anche perso e quanto rodeva! A me piace vincere, per me e i miei figli il calcio è una passione. Una passione costosa, ma giochiamo sempre a vincere. Chi dice che col calcio ci si guadagna dice sciocchezze, ma noi lo facciamo perché ci piace''. 

Poi un pensiero per la squadra. ''Voi siete uomini perbene, giocatori perbene, perché solo chi corre così come avete fatto voi nella poule scudetto lo è - sentenzia -. Avete avuto un tecnico che vi che insegnato la cultura del lavoro, il valore del sacrificio e avete fatto quello che dovevate quando era il momento. Io pure ci ho messo del mio, liberandovi da qualcuno che poteva contaminare il gruppo e lo spogliatoio. Io ci ho sempre creduto, sin dall'inizio, siamo riusciti a centrare questi due importanti traguardi ed è stato merito di tutti. È per questo che stasera sono molto felice che siate venuti qui a casa mia. Vi siete comportati da professionisti, chi resterà qui il prossimo anno aggiungerà solo uno scalino al proprio percorso, perché è come se tra i professionisti ci foste stati già in questa stagione. Spero che parte di voi resterà con noi anche l'anno prossimo - conclude -, mi auguro di rivedervi al ritiro di luglio''. Per molti un addio, per altri un arrivederci a presto.





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