ANNO 9 n° 293
Lite in via Cairoli: le testimonianze offrono un'altra versione dei fatti
Sarebbe stata la donna ad attaccare per prima. La polizia visiona i filmati
19/09/2019 - 06:59

di Massimiliano Vismara

VITERBO - La polizia ieri mattina è tornata in via Cairoli per visionare i filmati delle telecamere presenti negli esercizi della zona e cercare di definire il contesto all'interno del quale è maturato il litigio che ha portato al ferimento di una donna. La ricostruzione dei fatti è fondamentale per definire soggetti e responsabilità. Con il passare delle ore sembra delinearsi una dinamica della vicenda in parte diversa da quella emersa nei minuti successivi alla lite.

‘’Ero all’ interno di un negozio lì vicino – racconta a Viterbonews 24 un testimone – improvvisamente abbiamo sentito le urla, e io e il proprietario dell’attività siamo usciti sulla porta del negozio. Ho visto una donna scura di carnagione sui 50 anni che avanzava verso un uomo e mentre camminava gli urlava contro ‘’o il tribunale o la bara’’, poi la donna è stata allontanata da altre persone ma continuava a ritornare urlando. Alla fine se ne andata. Sono rimasto colpito dal fatto che aveva in mano una bottiglia trasparente da cui ogni tanto sorseggiava un liquido giallastro, e francamente sembrava ubriaca’’.

La donna, una 50enne di origine domenicana, dopo essere stata allontanata sarebbe ritornata sul posto, brandendo quello che secondo vari testimoni sarebbe stato un piccolo coltello o un taglierino, tentando di aggredire l’uomo (che poi è risultato essere il genero) il quale presumibilmente per difendersi l’ avrebbe colpita alla testa con una bottiglia o un boccale facendola finire al pronto soccorso.

Ovviamente la presenza presunta della arma nelle mani della donna potrebbe cambiare il suo ruolo nella vicenda: è stata aggressore prima di essere aggredita. Tra l’altro la donna non sarebbe nuova a fatti del genere: nel 2017 durante una lite familiare avrebbe accoltellato l’ altro genero, residente nelle case popolari di Bagnaia. A scatenare la lite in quel caso una semplice bega familiare, così come per futili motivi si sarebbe scatenata la rabbia martedì sera in via Cairoli: l’acquisto di quaderni del tipo sbagliato che l’uomo avrebbe fatto per la figlia (ovvero la nipote della donna).

Ad ingarbugliare ancora di più la vicenda, il fatto che della presunta arma non si sia trovata traccia nonostante gli inquirenti, abbiano battuto palmo a palmo sia via Cairoli, che il piccolo giardino del sacrario, e forse la visione dei filmati della telecamera esterna del Compro Oro situato difronte al luogo dell’ aggressione, che la polizia ha acquisito ieri mattina potrebbe chiarire la vicenda della misteriosa scomparsa dell’oggetto che secondo i numerosi testimoni la donna brandiva in. Intanto in via Cairoli tra i residenti e i negozianti serpeggia il malcontento, ultimamente infatti la via e balzata agli onori delle cronache per i numerosi fatti violenti che vi si sono verificati.

“Negli ultimi tempi le abbiamo viste di tutti i colori - ha dichiarato il titolare di una delle attività che sono lungo la via - e francamente è ora di finirla, ci vuole un presidio fisso di forze dell’ ordine, perché qui la gente ha paura e siamo stanchi, anche gli affari sono notevolmente diminuiti - ha continuato a dire – proprio perché la gente ormai ha paura di passare in questo quartiere, e ora che chi di dovere faccia qualcosa’’.

E ieri sera per protesta i commercianti della via a cui si sono uniti quelli di viale Marconi, hanno spento le luci dei loro esercizi (clicca qui per leggere la notizia).






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