ANNO 9 n° 231
''Liste d'attesa lunghe? C'è il diritto alla visita privata pagando solo il ticket''
La Cgil contro Zingaretti: ''La Regione non ha mantenuto le promesse''. E fa appello a una vecchia norma per ridurre i disagi
17/07/2019 - 11:46

Dallo Spi Cgil riceviamo e pubblichiamo*.

VITERBO - Sanità: liste di attesa, nel Lazio non garantiscono una buona sanità, spingendo i cittadini della regione a spostarsi in altre regioni o a rivolgersi alla sanità privata. Parte campagna Cgil e Spi ''evitiamo le liste d’attesa''.

Nonostante l’accordo sottoscritto nel 2017 prevedesse impegni precisi per il governo delle liste d’attesa, attraverso la completa trasparenza delle agende relative alle visite specialistiche e diagnostiche e la costituzione delle agende per i ricoveri ospedalieri, a due anni di distanza poco è stato fatto.

Il Cup e il Recup continuano a gestire una parte minima delle agende disponibili, mentre le aziende ospedaliere continuano a gestirle direttamente con modalità non efficienti, che sembra creino canali preferenziali ai soggetti che provengono dalle visite ''intra moenia''. In questo modo cittadini con prescrizioni urgenti si sentono proporre appuntamenti a distanza di mesi, contribuendo ad alimentare una profonda rabbia sociale.

La Regione si era impegnata a cambiare passo, mentre continua a cullarsi su dati statistici che disegnano una realtà della sanità del Lazio molto diversa da quella che invece conoscono i cittadini. Tutto ciò è insopportabile.

Per questi motivi, la Cgil e lo Spi, sfruttando una norma di legge del 1998 varata per dare certezze ai cittadini, lanciano la campagna ''evitiamo le liste d’attesa''.

La norma prevede, infatti, che laddove il sistema sanitario non sia in grado di dare gli appuntamenti nei tempi previsti, apra al cittadino la possibilità di effettuare la stessa prestazione in ''intra moenia'' pagando il solo ticket.

E’ arrivato il momento di fare assumere a ognuno le proprie responsabilità. Il mancato governo delle liste d’attesa a creato un servizio inefficiente in cui a prevalere sono i furbi.

Da oggi ogni cittadino potrà far valere i suoi diritti chiedendo al servizio sanitario regionale di pagare in sua vece per il ritardi conseguenti al mancato governo delle liste d’attesa.







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